Monday, January 12, 2026
Il Dopo "Funerale della Bardot"
Nelle ultime settimane era stata ricoverata due volte a Tolone a causa di una grave malattia. Dopo il primo ricovero, tornata nella sua casa di Saint-Tropez. Certo, era anche molto provata dalla scomparsa del suo amico, il suo ‘gemello’ Christian Brincourt, ma "soprattutto" del suo ex marito Jacques Charrier, padre del suo unico figlio Nicolas, e forse di Alain Delon.
L'attrice non viveva più a La Madrague, la leggendaria villa in riva al Mar Mediterraneo. Come aveva raccontato lo scorso maggio a “BFMTV”, in una rara intervista video, aveva deciso di abbandonare la residenza acquistata per 24 milioni di vecchi franchi (circa 500.000 euro di oggi), Teatro delle feste più grandi, ma anche rifugio per gli animali a cui aveva deciso di dedicare la sua vita, a causa dei fan che si accalcavano davanti al cancello per cercare di vederla e fotografarla, tutti i giorni, “anche quando piove”. Negli ultimi anni aveva vissuto nella tranquillità de La Garrigue, la casa che possedeva sulle alture di Saint-Tropez. “La Madrague non mi rispecchia più. Mi rispecchiava quando facevo follie” aveva spiegato.
Nata il 28 settembre 1934 Brigitte Bardot, per tutti BB, verrà ricordata (anche) come l'unica diva che ha avuto l'ardire di invecchiare.
Mentre una sorta di follia collettiva porta, soprattutto le donne, a rifiutare l'invecchiamento, lei, che era stata di certo la più bella, se ne fregava. Rughe, capelli bianchi arruffati, corpo appesantito. Solo il sorriso era rimasto lo stesso, come il lampo di sfida nel suo sguardo, perchè le Donne del suo calibro portano con se fino all'ultimo le caratteristiche della loro indole.
Brigitte Bardot, più che nel ricordo e nel culto della propria immagine del passato, aveva scelto di vivere nel culto della libertà e dei propri ideali. Quando compì 80 anni, di fronte alle domande della stampa sul traguardo raggiunto, aveva dichiarato che dell'età se ne infischiava, che la sua vita era nel momento presente, e che se guardava le immagini del passato neppure si riconosceva nell’icona degli anni Sessanta, quella che i giornali chiamavano la “piccola atomica francese”, ....ma come logico che
fosse.
Le immagini del suo periodo divistico ci restituiscono il ritratto di una donna assediata dall'amore dei fan. La sua espressione imbronciata, che aveva conquistato il pubblico, si scioglieva nel sorriso di fronte all'obiettivo, ma sappiamo che quelli furono anni difficili per lei, costellati di tentativi di suicidio.
Un elemento che l'accomuna a un'altra inarrivabile diva, Marilyn....se possiamo accostarci, Come la Monroe era diventata il simbolo di una femminilità sfrontata e provocante, aveva lanciato il bikini e il beehive, la pettinatura imitata dalle ragazze di tutto il mondo, come i vestitini a stampa vichy e i jeans attillati alla pescatora. Le avevano anche dedicato una samba, che ancora balliamo ad ogni Capodanno, tutti noi.
Eppure in quegli anni la più bella e desiderata d’Europa voleva morire e diceva continuamente di voler lasciare il cinema. Però BB, a differenza della Monroe, ebbe la forza di ribellarsi e trovò nell'animalismo la sua missione di una vita.
Al cinema il film che la consacrò fu E Dio creò la donna, del 1956 con il quale Roger Vadim suo primo marito nel 1952 .la impose al cinema come diva scandalosa. Prima di quello le sue molte partecipazioni - se ne contano poco meno di 20 - non avevano lasciato il segno. La troviamo anche in un film di Alberto Sordi Mio Figlio Nerone, nei panni di Poppea.
Dal 1962 affiancò alla carriera cinematografica quella di cantante, pubblicando singoli e album. Nel 1967 Serge Gainsbourg scrisse per lei Je t'aime... moi non plus in una notte, per esaudire il desiderio di BB che gli aveva chiesto “la più bella canzone d'amore” che lui potesse immaginare. Registrata nell'inverno del 1967, durante il loro breve amore, e trasmessa solamente una volta dalla radio causò un enorme scandalo. Gunter Sachs, allora marito di Brigitte, si infuriò e minacciò un'azione legale, e Bardot chiese a Gainsbourg di non pubblicare il brano. Un anno dopo la canzone venne nuovamente registrata da Gainsbourg con la sua nuova compagna, Jane Birkin, e divenne un successo planetario. Abbandonò il cinema a quarant'anni nel 1974, dopo aver girato più di cinquanta film e inciso diversi album. Nello stesso anno posò nuda sul numero di settembre dell'edizione italiana di Playboy.
Fu generosa anche nell'amore. Il regista Roger Vadim fu il primo dei suoi quattro mariti. Il matrimonio naufragò dopo cinque anni, nel 1957, a causa di un flirt con Jean-Louis Trintignant, uno dei tanti della diva, che ebbe relazioni fugaci con Sacha Distel, Samy Frey, Serge Gainsbourg, Gigi Rizzi, Jimi Hendrix, solo per citarne alcuni. Il secondo matrimonio, con Jaques Charrier, durò dal 1959 al 1962 e la rese madre di Nicolas, il suo unico figlio, nato nel 1960.
Nel 1966 sposò il terzo marito, il playboy tedesco Gunther Sachs, dal quale divorziò nel ’69. Nel 1992 sposò Bernard d'Ormale, esponente della destra francese, ma ci tenne a smentire la sua adesione al Fronte Nazionale.
La ribellione ardeva nelle sue vene anche a 80 anni, quando aveva scritto all'allora presidente Hollande delle lettere aperte tramite un paio di quotidiani francesi in cui chiedeva di accettare le richieste per cui si impegnava da sempre: l’abolizione dei mattatoi per cavalli e la cancellazione della macellazione tradizionale, lanciando la sua sfida: “Se non le otterrò prima di morire dovrò dedurre che ho fallito la mia vita”.
La sua ultima estate è stata crudele, come lo era stata la precedente. “È terribile! Ho il cuore spezzato. Il mio amico, il mio gemello, ‘Ma Brinque’, Christian Brincourt è morto” scriveva su X con il suo metodo personalissimo, ovvero postare l'immagine di un biglietto scritto a mano. Sempre a X aveva affidato i suoi pensieri alla scomparsa di Bebèl, Jean-Paul Belmondo, nel settembre 2021: “Mi manca e non ho più voglia di parlarne, i grandi dolori sono muti”.
Su X però, il 28 settembre scorso, il suo ultimo post è di ringraziamento a chi le aveva fatto gli auguri di buon compleanno. Con la sua calligrafia rotonda e un fiore disegnato a mano.
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