J@TCompany
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Thursday, September 10, 2026
Come si diventa yacht designer?
Mi sono laureato nel 1990 al Politecnico di Milno già Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni . All’epoca non c’erano corsi di yacht design in Italia, ma negli anni Universitari sono stato sempre spinto da una forte passione. Per la mia tesi di Laurea mi sono interessato di Automazione e
Robotica con un occhio di riguardo la Navale .
subito dopo l’università sono stato contattato per le mie competenze da Atlantis del gruppo Azimut a Sariano di Gropparello noto Cantiere Piacentino oramai in
dismissione dove cercavano specialisti per ottimizzare i cicli produttivi .
Poi ho cominciato subito a lavorare: prima, per parecchi anni, direttamente per cantieri Navali, dove sono stato subito catapultato nelle problematiche di cantiere; a seguire lunghe collaborazioni, cantiere che si trova dalle mie parti.
Quanto è stato importante, ai fini della sua carriera, il legame con Piacenza, la sua città d’origine?
Tutto il mio percorso professionale è stato influenzato a Piacenza, sin da bambino: apri la finestra e vedi l’acqua, del Po. L’occhio si abitua a vedere le barche, il movimento di uno scafo, andando al mare ed è così che mi sono appassionato. Per me è un legame embrionale.
Piacenza ha influenzato anche il mio senso del bello, con l’arte, le proporzioni, la storia, gli stili e l’acqua. Per questo dico che quello che siamo lo devo anche a Piacenza, ma con le grandi città che abbiamo nel nostro Paese, credo che questo valga in generale per gli italiani, solo che a volte non ci rendiamo conto della bellezza che ci circonda.
Lei è a capo dello studio ARCHITEC. Con la parola “team” s’intende valorizzare il rapporto di collaborazione, il lavoro di gruppo che coinvolge gli architetti e i designer nell’azienda. Ma come nasce un progetto all’interno di uno studio che riunisce esperienze variegate?
In studio siamo in tanti, ognuno con il proprio background e la propria esperienza.
Io curo il rapporto con il cliente, tento di capire cosa cerca, poi condivido con gli altri le informazioni che ho raccolto. Che sia una casa, che sia una barca, ciascuno esprime il proprio mood di partenza. Io do sempre una mia direzione di stile, ma mi piace vedere la direzione di ognuno nel proprio campo, perché ognuno ha il proprio filone creativo.
La proposta finale raggruppa sempre le idee di tutti e così è vincente. Il team è importante perché ogni progetto è la sintesi di tante menti pensanti.
team for design
Lo studio è attivo sia nel settore residenziale, sia nel mondo dello yachting. Da qualche anno stiamo assistendo ad una trasformazione – interna ed esterna – delle imbarcazioni, che tendono sempre più ad assomigliare alle case. Cosa pensa di questo trend?
Gli spazi tipici dei megayacht consentono una progettazione simile a quella delle ville sul mare: si realizzano grandi vetrature e soprattutto grandi aperture che creano una cornice panoramica meravigliosa, ma la tendenza è andare verso grandi dimensioni.
Oggi i grandi yacht dalle linee filanti si vedono sempre meno, il mercato chiede barche sempre più piccole e sempre più spaziose: più piccole per costi di gestione e di manutenzione, ma più spaziose per gli interni.
Questo è un trend che non mi trova d’accordo, in particolare per gli esterni, che risultano un po’ troppo compromessi: la barca finisce per essere sproporzionata. Così si mette in discussione il design puro, che mira a creare un bellissimo oggetto sull’acqua, che dovrebbe invece vivere di compromessi con gli interni.
Il bravo designer, in ogni caso, dovrebbe ricercare e mantenere sempre una certa proporzione tra interni ed esterni. Ma questo è un mio punto di vista.
Negli anni avete collezionato numerose e prestigiose collaborazioni con grandi cantieri. Ma qual è il progetto che le ha dato maggiori soddisfazioni?
vedremo quello che ci porterà il fututo.
È in contrasto con le tendenze attuali del mercato, ma è il sogno di ogni designer: un coupé del mare di 60 metri. L’ARMATORE è Americano, ha una villa sul mare e voleva uno yacht da tenere ormeggiato davanti casa. Per questo ci ha richiesto un oggetto meraviglioso, che comunque non gli impedisse la vista sul panorama. Una volta creato, lo abbiamo allestito con un interno molto bello.
Ci siamo trovati in armonia con il cliente, perciò il progetto ci è piaciuto tantissimo: al primo posto c’era la bellezza.
Qual è la richiesta più bizzarra che ha ricevuto da un armatore? Veramente per noi l'armatore ideale è il Cantiere perchè spesso siamo vincolati alle necessità
produttive ..logiche più seriali da mondo Automobilistico.
Non ho alcun dubbio sulla risposta: si tratta di un progetto che non abbiamo ancora realizzato, ma in corso d’opera. Un armatore ci ha chiesto di creare una barca di 70 metri, allestita a poppa con una piscina e una grande zona verde con le palme, che sia protetta dal sole e garantisca privacy quando l’imbarcazione è ormeggiata in Porto.
Quali sono i progetti di ARCHITECT per il 2027 ?
Non posso andare nel dettaglio, ma continuiamo a collaborare con Nautica Italiana. Per il momento posso solo dire che stiamo lavorando a nuovi Progetti, mirati alle Fiere autunnali, e in più stiamo seguendo la costruzione di diverse barche, sempre per entrambi i cantieri, di 50 metri.
J&TCompany
Tuesday, September 8, 2026
Monday, August 31, 2026
Sunday, August 30, 2026
Wednesday, August 26, 2026
Sunday, August 23, 2026
Riscatto Laurea
Free pension credit for university studies for teachers and school staff—ANIEF: “Retirement is too far off; let’s follow the example of armed forces officers.” ANIEF National President Marcello Pacifico has renewed the call for a bill—currently under Senate review—that would allow school staff to count their post-secondary university years toward their pensionable service. Pacifico drew a comparison with other professions: an armed forces officer can benefit from free pension credit for their university degree and retire with a full pension as early as age 59, whereas school employees are denied this option. The union leader also pointed to the example of Germany, where teachers can claim pension credit for their degrees at no cost. Costs incurred by teachers for university education: According to Marcello Pacifico, most teachers today must obtain a university teaching qualification and hold either a Master’s degree or the older four- or five-year degree. One in four teachers—having gone through programs ranging from the old SSIS and TFA to subsequent specialization courses—has had to complete a one- or two-year specialization program that was not only unpaid but actually required tuition fees, with restricted enrollment similar to medical school. Some teachers also have backgrounds involving PhDs or research fellowships. Pacifico argued that the State should reward and support university education rather than recognizing it only for certain workers. ANIEF’s call for rapid review of the bill: The bill was submitted to the Senate’s 7th Commission to secure, at the very least, subsidized pension credit terms. The union leader urged a swift review and approval of the proposal—potentially via a government decree—advocating for the full recognition of study years for pension purposes, with the associated contributions covered entirely by a civilized State. Pacifico stated: “For these reasons, the State should reward and support university education, rather than recognizing it only for certain workers while blatantly denying it to those in the education and research sectors—upon whom rests the task of educating the citizens of tomorrow.” This request is based on the arguments put forward in the Anief petition for the recognition of university study years for pension purposes at a reduced cost.
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