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Sunday, April 12, 2026
Buono del 2019 che genera interessi
Sì, il buono fruttifero postale della serie TF120A190628 (serie Ordinaria emessa dal 28 giugno 2019) genera interessi in caso di rimborso anticipato, a condizione che sia trascorso almeno un anno dalla data di sottoscrizione.
Ecco i dettagli principali sul funzionamento degli interessi per questa specifica serie:
Periodo minimo: Se richiedi il rimborso prima di 12 mesi dalla sottoscrizione, avrai diritto solo alla restituzione del capitale investito, senza alcun interesse.
Maturazione: Superato il primo anno, gli interessi vengono riconosciuti e sono calcolati su base bimestrale in regime di capitalizzazione semplice, per poi essere capitalizzati annualmente in regime composto.
Rendimenti crescenti: Il rendimento è fisso ma cresce nel tempo fino alla scadenza naturale (20 anni). Ad esempio, il rendimento effettivo annuo lordo dopo 1 anno è dello 0,05%, ma aumenta progressivamente per ogni anno di possesso.
Tassazione: Sugli interessi maturati si applica l'aliquota agevolata del 12,50%.
Imposta di bollo: È dovuta (nella misura dello 0,20% annuo) solo se il valore complessivo del tuo portafoglio di buoni supera i 5.000 euro.
Puoi verificare il valore esatto del tuo rimborso utilizzando il calcolatore ufficiale di Poste Italiane o quello di Cassa Depositi e Prestiti inserendo la data di sottoscrizione e l'importo.
Hai bisogno di aiuto per calcolare il valore netto attuale del tuo buono o vuoi conoscere i tassi per un anno specifico?
Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori. Per una consulenza finanziaria, rivolgiti a un professionista.
Saturday, April 11, 2026
Assemblea Soci Banca di Piacenza 2026
L’Assemblea della Banca di Piacenza – tenutasi sabato 11 aprile nella Sala Corrado Sforza Fogliani del PalabancaEventi (e nelle altre sale collegate) con la partecipazione di circa un migliaio di Soci – ha approvato il bilancio dell’esercizio 2025, che chiude con un utile netto di 40,5 milioni di euro (34,5 nel 2024), in crescita del 17,38% e che rappresenta il miglior risultato di sempre. L’Assemblea – spiega una nota – ha approvato la proposta del Consiglio di amministrazione di corrispondere un dividendo di 2 euro per azione in contanti, oltre a 0,65467 euro tramite l’assegnazione di un’azione ogni 75 possedute e così per un totale unitario lordo di 2,65467 euro ad azione (2,000 complessivi nel 2024).
assemblea soci Banca di Piacenza
La solidità patrimoniale dell’Istituto è confermata da un CET1 Ratio e da un Total Capital Ratio entrambi pari al 20,03%, coefficienti che si posizionano su valori notevolmente superiori ai requisiti minimi regolamentari e al di sopra dei valori normalmente riscontrati nel sistema bancario italiano. Sul fronte della massa amministrata, si evidenzia una variazione positiva della raccolta diretta da clientela, passata da 3.409,1 a 3.700,6 milioni di euro, con una crescita dell’8,55%. La raccolta indiretta è passata da 3.496,5 a 3.715,6 milioni di euro, mostrando un incremento del 6,27%, dovuto all’aumento sia del risparmio gestito (+6,13%) sia di quello amministrato (+6,52%), grazie anche al buon andamento dei corsi di mercato.
assemblea soci Banca di Piacenza
Il volume degli impieghi alla clientela, al netto delle rettifiche di valore, si è collocato a 2.376,8 milioni di euro, con un aumento del 5,15% rispetto al 31 dicembre 2024 (2.260,4 milioni di euro). Nel 2025 sono stati concessi oltre 511 milioni di nuovi mutui, con una crescita – rispetto al 2024 – del 29,35% dei mutui ipotecari prima casa e del 12,73% degli altri finanziamenti, a dimostrazione del continuo sostegno finanziario rivolto alle famiglie e imprese del territorio. Il conto economico ha visto il margine di interesse in aumento rispetto all’esercizio precedente (88,0 milioni contro gli 84,6 del 2024). Le commissioni nette, pari a 49,8 milioni, mostrano un incremento rispetto al 2024 (+9,30%). Il margine d’intermediazione si è attestato a 129 milioni, in crescita del 2,03% rispetto all’esercizio precedente (126,5 milioni).
assemblea soci Banca di Piacenza
Il risultato netto della gestione finanziaria chiude in aumento di 4,6 milioni (+3,95% rispetto al 2024), grazie a minori rettifiche di valore su crediti verso la clientela (8,7 milioni di euro di rettifiche di valore a fronte dei 10,9 milioni del 2024). Per quanto riguarda le sofferenze – che rappresentano lo 0,25% del totale degli impieghi netti (0,30% nel 2024) – gli indicatori di rischiosità del portafoglio crediti risultano migliori della media di sistema (0,4% – fonte Banca d’Italia “Rapporto sulla stabilità finanziaria”: dato al mese di giugno 2025). Il rapporto dei crediti deteriorati netti sugli impieghi netti è sceso all’1,45% (1,84% nel 2024) e il grado di copertura dei crediti deteriorati è salito al 60,68% (56,22% nel 2024).
I costi operativi presentano una diminuzione di 4,5 milioni rispetto al 2024. Le strategie a supporto della crescita territoriale, che hanno comportato nuove assunzioni, nonché la valorizzazione della componente variabile legata ai risultati raggiunti e l’attuazione degli impegni previsti dal CCNL, hanno portato ad un incremento della voce “spese per il personale” pari a 1,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente. La voce “altre spese amministrative”, -0,4 milioni rispetto al 2024, al netto della riduzione del contributo obbligatorio versato al FITD rispetto al 2024 (il cui impatto a conto economico era stato pari a 2,9 milioni) presenta un incremento dei costi di gestione, principalmente riconducile ai costi del Centro Servizi, alle spese per acquisto di servizi professionali e ai canoni di noleggio software. La voce “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri” invece, risulta positiva per 4,8 milioni, a seguito del rilascio dall’accantonamento stanziato per la copertura degli oneri derivanti dal contratto oneroso, ora risolto, relativo al salvataggio della società di assicurazioni Eurovita S.p.A. In ulteriore costante progresso anche quest’anno il numero dei conti correnti, con quasi 6mila nuovi rapporti aperti, così come il numero degli Azionisti. L’Assemblea ha anche determinato il prezzo di ogni azione della Banca, confermato in euro 49,10.
L’Assemblea ha poi eletto i Consiglieri proposti dal Consiglio di amministrazione: prof.ssa Francesca Arcelli Fontana, avv. Domenico Capra, sig. Roberto Scotti. L’Assemblea ha pure eletto: alla carica di Presidente del Collegio sindacale la dott.ssa Maria Luisa Maini, quali Sindaci effettivi la dott.ssa Cristina Fenudi e il dott. Cristiano Guidotti e quali Sindaci supplenti il dott. Claudio Carpanini e la dott.ssa Valentina Visconti. L’Assemblea ha altresì eletto il Collegio dei Probiviri, confermando quali componenti effettivi il rag. Luigi Bolledi, il rag. Giuseppe Gioia e il rag. Gianpaolo Stringhini e quali componenti supplenti il dott. Maurizio Centenari e il dott. Fausto Sogni. Presso l’Ufficio Soci e relazioni esterne della Sede centrale è a disposizione dei Soci interessati il fascicolo di Bilancio.
Wednesday, April 8, 2026
Wednesday, April 1, 2026
U.Bossi,Cirino Pomicino, Bruno Contrada
In linea generale, nell'ordinamento italiano, l'esito positivo di un referendum abrogativo (che comporta l'abrogazione di una legge o di parte di essa) non travolge le sentenze passate in giudicato.
Ecco i punti chiave su cosa succede alle sentenze definitive dopo un referendum:
Principio di irretroattività: L'abrogazione referendaria agisce pro futuro (per il futuro). Le sentenze che non sono più impugnabili (passate in giudicato) restano valide ed efficaci, anche se basate su una norma successivamente abrogata.
Eccezione in ambito penale (Favor Rei): Se il referendum abroga una norma penale (o parte di essa), rendendo il fatto non più reato, la situazione cambia. L'art. 2 del codice penale prevede che nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce più reato. Se la sentenza è definitiva, ne cessa l'esecuzione e gli effetti penali.
Sentenze non definitive: Se il processo è ancora in corso (sentenza non definitiva), la nuova normativa risultante dal referendum si applica immediatamente.
Il "Giudicato": La sentenza passata in giudicato rappresenta una "scelta definitiva" e l'abrogazione non ha la forza di rimettere in discussione il bilanciamento di interessi già effettuato in quella sede, salvo il caso di depenalizzazione sopra citato.
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