Friday, July 24, 2026

Collazione e imputazione

Colui il quale viene dispensato dall’obbligo della collazione (tenuti alla collazione ex art. 737 c.c. sono i figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione) può ritenere la donazione senza dover restituire il bene nell’asse in natura o attraverso l’imputazione del suo valore (non si deve qui confondere il termine imputazione, utilizzato nel codice civile per fare riferimento al conferimento non in natura, con la differente l’imputazione ex se) avvantaggiandosi pertanto della liberalità; senza la dispensa dalla collazione, infatti, la donazione, in quanto anticipo di eredità, deve tornare nell’asse nella fase prodromica alla divisione. La collazione, si badi, è cosa ben diversa dalla riunione fittizia, in quanto comporta un vero e proprio conferimento nell’asse delle precedenti donazioni, vuoi in natura, vuoi in denaro, secondo le norme codicistiche applicabili. La collazione comporta quindi il concreto riversamento nell’asse del bene in natura, precedentemente donato, o del suo valore imputato e la sua dispensa è fatta valere in conto legittima e per l’eccedenza a valere sulla disponibile. I beneficiari della collazione, pertanto, sono i medesimi soggetti ad essa obbligati. L’imputazione ex se, invece, prevista dall’art. 564 c.c., presenta anzitutto un profilo soggettivo parzialmente sovrapponibile, essendo ad essa tenuti tutti i legittimari (e quindi anche gli ascendenti, che non sono invece tenuti alla collazione). La dispensa dall’imputazione ex se permette al legittimario di imputare alla quota disponibile del de cuius le liberalità da questi ricevute e soltanto per l’eccedenza sulla quota di legittima. Ne consegue che i beneficiari dell’imputazione sono coloro i quali, pur non essendo legittimari, sono chiamati all’eredità e sarebbero pertanto pregiudicati qualora il legittimario non fosse tenuto, preliminarmente all’esperimento dell’azione di riduzione, a detrarre dalla propria quota di legittima (riserva) le liberalità ricevute. La dispensa dall’imputazione ex se può comportare, come effetto, l’integrale assorbimento della disponibile. Vediamo qualche esempio. Ipotesi A (dispensa dalla collazione) Tizio muore ab intestato e lascia un asse di 50; vengono all’eredità Caio e Sempronio, i suoi due figlioli; Caio in vita ha già ricevuto 100 in donazione da Tizio, Sempronio nulla. Caio, vieppiù, che era il figlio preferito evidentemente, viene dispensato dalla collazione, pertanto non dovrà riversare nell’asse il valore di 100 ricevuto in donazione, né in natura, né per imputazione. Inoltre, quanto ricevuto da Caio in donazione sarà computato in conto legittima, mentre Sempronio si soddisferà sull’intero relictum (50) che coincide con la sua quota di legittima (1/3 di 150). In tale caso, pertanto, la porzione di Caio ha subito un notevole incremento, avendo egli trattenuto la donazione ricevuta in vita, soltanto in parte imputandola a quota di legittima.
ARTICOLI INTERESSANTI RIUNIONE FITTIZIA E DISPENSA DALLA COLLAZIONE Venerdì 11 Ottobre 2024 Divisione di masse plurime (Cass. civ. 18910/2020) Sabato 13 Febbraio 2021 Divisione: migliorie del coerede sul bene comune Venerdì 31 Luglio 2020 Ipotesi B (dispensa dalla collazione) Se con lo stesso esempio avessimo però un relictum di 100 lasciato da Tizio ed una donazione in vita a Caio di 50 con dispensa dalla collazione, analogamente a quanto detto prima Caio non dovrà riversare il valore di 50 nell’asse, né in natura, né in denaro ma non avrà più alcun incremento di porzione, imputandosi la liberalità di 50, a seguito della dispensa dalla collazione, in conto legittima, che equivale appunto a 50 (1/3 di 150); Sempronio riterrà anch’egli la propria quota di legittima (50) e la disponibile di 50, infine, sarà equamente divisa tra i due fratelli con due porzioni di 25. Ipotesi C (dispensa dall’imputazione ex se) Se con lo stesso esempio avessimo sempre un relictum di 100 lasciato da Tizio ed una donazione in vita a Caio di 50 con dispensa però dall’imputazione ex se, la liberalità di 50 per Caio viene da questi ritenuta ed imputata alla disponibile di pari valore, ed inoltre Caio viene alla successione per l’intera sua quota di legittima, salva la legittima di Sempronio per i residui 50. Ipotesi D (ancora dispensa dalla collazione) Se oltre ai legittimari viene alla successione di Tizio un estraneo, quale scenario si può verificare? Immaginiamo che il de cuius abbia donato in vita al figlio Caio 50, con dispensa dalla collazione, e vengano alla successione anche l’altro figlio Sempronio e il compare di nozze Plauto, con un relictum di 100. Caio dovrà imputare la sua donazione in conto legittima, di pari valore; Sempronio si soddisferà per quanto riguarda la sua quota di legittima di 50 sulla metà del relictum, e l’altra metà di 50 andrà a Plauto. Ipotesi E (ancora dispensa dall’imputazione ex se) Se nell’esempio appena fatto Caio fosse però stato dispensato, con riferimento alla donazione di 50, dall’imputazione ex se, avrebbe ritenuto in conto disponibile la donazione di 50 e si sarebbe quindi spartito il relictum con il fratello Sempronio, entrambi vantando il diritto alle rispettive quote di legittima di 50 e 50; in tale caso, l’amico Plauto sarebbe rimasto a bocca asciutta.

Sunday, July 12, 2026

Patente

Non 65 né 75 la Francia conferma quale sarà davvero l eta massima per tenere la patente Gennaio 27, 2026 Antonio Minichiello La notizia gira come sempre veloce e rumorosa sulle timeline politiche: in Francia qualcosa è cambiato nel modo in cui si pensa alla durata della patente. Non si tratta di uno slogan o di un numero tondo da stampare sui giornali. È una decisione normativa che ridefinisce la responsabilità collettiva sulla strada e che ci riguarda da vicino anche qui in Italia perché arriva dopo anni di discussione europea. In questo pezzo provo a mettere ordine, a dire perché io credo che sia giusto smettere di trattare l eta come una sentenza automatica e cosa significhi invece questa svolta pratica per chi prende l auto ogni mattina. Il punto essenziale La proposta che ha preso forma a livello europeo e che Parigi ha cominciato ad adattare prevede che le patenti non siano piu emotivamente o simbolicamente “a vita” per tutti. Il concetto chiave non è un numero secco come 65 o 75 ma una periodicita di controlli e una scadenza amministrativa ragionata. Significa cio che contava fino a ieri come patente per sempre non sara piu la norma. In parole piu semplici le patenti avranno una validita temporale e, per gli over 65, i controlli saranno piu frequenti. Questo e il punto che manda in fibrillazione chi vive fuori dalle grandi citta e teme l isolamento. Perche la Francia non dice semplicemente 65 o 75 La Francia ha resistito a lungo all idea di conficcarsi in una soglia anagrafica posta come barriera universale. La spiegazione politica non e solo empatia verso gli abitanti delle campagne. C è anche una valutazione tecnica e sociale: molti studi mostrano che l eta da sola non predice l incapacita al volante. Un 80enne che guida tutti i giorni in tratti brevi e conosciuti non e automaticamente piu pericoloso di un 25enne che corre in autostrada di notte. La soluzione francese e europea si orienta verso una logica diversa. Non piu una soglia universale intesa come espulsione graduale dal ruolo di automobilista. Ma una scadenza amministrativa che impone controlli mirati e piu regolari a seconda del rischio e dello stato di salute. Le regole che contano davvero Da che cosa dipendera quindi la durata pratica della patente? Da certificazioni mediche periodiche. Da test sensoriali semplici. Da una monitorizzazione che possa essere tarata su ciascuno. È un cambiamento di paradigma: lo stato smette di fare la guardia all età e inizia a chiedere evidenze. A me questa cosa piace perche riduce la discriminazione e al tempo stesso aumenta la sicurezza. Ma non e una soluzione neutra, non cancella problemi logistici e culturali che la Francia come altri Paesi si portano dietro. “Nous ne sommes pas favorables à l idée d un permis lié à l age”. Clément Beaune Ministro dei Trasporti Francia. La frase del ministro Beaune va letta cosi: tutela della mobilita rurale e sospetto verso misure che sembrano punitive. E un argomento che merita rispetto. Ma non puo diventare un alibi per non introdurre controlli ragionevoli. Il compromesso europeo e quello che porta a una patente con durata limitata e controlli piu frequenti dopo una certa eta ma senza un taglio netto per tutti. Una nota scientifica che non piace a chi semplifica Il dibattito ha due percorsi paralleli. Il percorso dei numeri e quello delle vite quotidiane. Sulla prima traccia troviamo ricerche che invitano alla cautela quando si adottano screening basati solo sull eta. Qui la posizione del professor Desmond O Neill e illuminante per chi cerca un equilibrio tra evidenza e pratica. “There is increasingly compelling evidence that we should be directing our attention elsewhere and this is an inheritance from perhaps an ageist view of older people with disability very much to the fore.”. Professor Desmond O Neill Professor of Medical Gerontology Trinity College Dublin and Consultant Geriatrician St Vincents University Hospital Dublin. O Neill non dice che non servono controlli. Dice che la discriminazione anagrafica non risolve. E suggerisce di costruire percorsi di valutazione che guardino alle condizioni cliniche concrete piuttosto che alla sola carta d identita. Cosa cambia nelle vite di chi guida Dal punto di vista pratico la novita e semplice e per certi versi faticosa. Patente con scadenza ogni 15 anni per la maggior parte delle persone e controlli piu frequenti per chi supera una certa soglia di eta. In alcuni Paesi questo gia esiste. In altri la novita e stata accolta con timore. Capisco la resistenza: se non hai bus per arrivare al medico o al supermercato la macchina e autonomia e dignita. Ma la macchina non dovrebbe rappresentare un rischio per gli altri. La mia posizione e netta. Non sono a favore di barriere insensate. Ma penso anche che la tutela della mobilita non debba essere invocata come scusa per mantenere procedure obsolete. Le patenti come carte eterne non hanno senso quando la medicina e la tecnologia possono offrire check rapidi e mirati. La vera battaglia sara politica: finanziare gli ambulatori, garantire il trasporto sostitutivo nelle aree rurali, creare percorsi di transizione per chi deve rinunciare alla guida. Qualche conseguenza pratica che non tutti raccontano Le amministrazioni dovranno investire. I medici dovranno essere formati. E ci sara un impatto sui tempi di rinnovo. Ma c e anche una opportunita. Un controllo periodico potrebbe essere il pretesto per mettere in contatto automobilisti anziani con servizi sociali locali. Potrebbe diventare occasione di prevenzione non solo per la guida ma per la salute generale. Non esagero. Se la visita che serve per la patente permette di scoprire un problema di vista o una reazione a farmaci che mette a rischio il paziente e gli altri, allora la societa guadagna. Riflessioni finali Non mi fido delle risposte semplici. Questa riforma non inventa il mondo ma lo costringe a guardare con piu rigore a una cosa pratica. Non esiste una “eta massima” magica che funzioni come soluzione universale. Il valore sta nella capacita di costruire un sistema di controlli efficienti equi e rispettosi. In questo senso la Francia sta scegliendo la strada giusta anche se con prudenza politica. Qui in Italia dovremmo prendere il meglio di questo approccio e adattarlo: scadenze chiare semplicita delle procedure e servizi che accompagnino la perdita della patente quando serve. Idea chiave Significato pratico Fine della patente per sempre Le patenti avranno una validita e richiederanno rinnovi periodici. Controlli mirati Visite mediche piu frequenti per chi ha rischi clinici o supera certe eta ma non solo in base all eta. Tutela della mobilita Politiche di accompagnamento necessarie per non isolare chi perde la possibilita di guidare. Focalizzare sulla salute Valutare condizioni cliniche specifiche piuttosto che applicare discriminazioni anagrafiche. FAQ La Francia ha imposto un limite definitivo di eta per la patente? No. La novita piu importante non e un limite netto come 65 o 75 anni ma l introduzione di scadenze amministrative piu regolari e controlli sanitari mirati. Questo significa che la patente non e piu necessariamente “a vita” per tutti ma che la durata e la frequenza dei controlli saranno tarate in base al rischio e alle regole nazionali che implementeranno gli indirizzi europei. Le nuove regole discriminano le persone anziane? Dipende da come vengono applicate. Se i controlli sono progettati per valutare condizioni reali e non per escludere a prescindere, allora la misura e non discriminatoria. Il rischio di discriminazione esiste se si impongono test inutili o procedure punitive. La sfida politica e tecnica e garantire che gli interventi siano proporzionati e accompagnati da servizi di sostegno. Che tipo di controlli saranno richiesti? Le proposte europee e molti testi nazionali parlano di test sensoriali di base come la vista e di visite mediche periodiche. Alcuni Paesi prevedono anche valutazioni cognitive o test di reazione. La modalita esatta e delegata alle singole nazioni che dovranno bilanciare praticita e costi con la necessita di sicurezza stradale. Come cambia la vita quotidiana nelle aree rurali? Cambiera se non ci saranno politiche pubbliche che affianchino la riforma. Se una persona si vede limitare la guida senza alternative di trasporto, l impatto sociale e reale e severo. La transizione deve quindi essere pensata con misure parallele di mobilita alternativa o servizi di prossimita per evitare isolamento e perdita di autonomia. Questa decisione provochera piu controlli anche in Italia? Probabilmente si. Quando a livello europeo si cambia l approccio normativo molti Stati rivedono le proprie procedure. L Italia potrebbe cogliere l occasione per aggiornare i propri criteri introducendo scadenze chiare e controlli mirati associati a servizi di supporto sul territorio. Resta un dato semplice e per me decisivo. Non e l eta che decide di per se. E il modo in cui la societa costruisce strumenti di valutazione e sostegno che contano davvero. E su questo che andrebbe concentrata la discussione politica e civile.