Saturday, January 10, 2026
Una "recente intervista a Brigitte Bardot" la DIVA che ebbe il coraggio di Invecchiare
“Ho sempre cercato la passione. Ecco perché sono stata spesso infedele. E quando la passione stava per finire, facevo le valigie”. Così Brigitte Bardot riassumeva la sua vita privata nel libro Larmes de combat, una biografia che più di tutte ha cercato di ricostruire l’immenso mosaico di amori, relazioni, fidanzati e mariti dell’attrice francese. “Tornavo costantemente alla ricerca di altri amori quando il presente diventava tiepido. Non mi piacciono le mezze misure, quelle meno belle”. Poi è arrivato Bernard d’Ormale e qualcosa è cambiato. Ma prima, la vita di BB è stata un susseguirsi di storie da rotocalco: alcune perdute nel tempo, altre talmente indimenticabili da aver timbrato un posto d’onore nell’immaginario di un’epoca, ed essere diventate eterne.
Brigitte Bardot e Roger Vadim si conoscono grazie a una copertina di ELLE, che per la quindicenne Bardot segnò il debutto nazionale. Hanno 16 e 22 anni ma le rispettive famiglie sono palesemente schierate contro la loro relazione, specialmente papà Bardot che ribadisce “questo matrimonio non s’ha da fare”. Ci vogliono mesi di braccio di ferro e i 18 anni di BB per convolare a nozze con una doppia cerimonia, civile il 19 e religiosa il 21 dicembre 1952. Aspirante regista, Vadim intuisce il potenziale inespresso della neomoglie (al Washington Post decenni dopo ci tenne a specificare “L'ho semplicemente aiutata a sbocciare”) ma è BB a incarnare profondamente la Marianna ribelle di una Francia aperta alla rivoluzione sessuale delle donne (con dieci anni di anticipo). II matrimonio con Vadim regge solo fino al 1956, quando lui la dirige in Et Dieu... créa la femme e si accorge che tra la moglie e il coprotagonista Jean-Louis Trintignant, peraltro anche lui sposato, c'è qualcosa che va oltre la sceneggiatura.
“Sapevo cosa stava succedendo e in parte me lo aspettavo. Ho sempre preferito avere quel tipo di moglie e sapere che mi fosse infedele, invece di possedere una donna che amasse solo me e nessun altro”, confessò Vadim al Sydney Morning Herald anni dopo. Bardot e Vadim avrebbero continuato a lavorare insieme in altri film, fino all’addio di lei alle scene. Lui si è poi sposato altre quattro volte, di cui una con Jane Fonda con la quale ha avuto la figlia Vanessa, e avrebbe avuto un figlio anche con Catherine Deneuve. È morto nel 2000.
Il secondo matrimonio di Brigitte Bardot fu conseguenza della mancanza di una legge francese che consentisse l’interruzione di gravidanza, promulgata solo nel 1975. Ventisei anni prima, però, BB aveva iniziato una relazione con l’attore Jacques Charrier, conosciuto e frequentato su un set. L’attrice era presto rimasta incinta, ma non aveva trovato nessun medico disposto a interrompere, pure clandestinamente, la gravidanza di una diva come lei. Nel giugno 1959 la coppia scelse di sposarsi a Louvenciennes, e l’abito da sposa Vichy di Brigitte Bardot entrò nella lista dei desideri di tutte le ragazze dell’epoca. Puntuale, a gennaio 1960 nacque il primo e unico figlio di Brigitte Bardot, Nicolas-Jacques Charrier, col quale BB avrà sempre un rapporto difficilissimo e conflittuale: come confesserà più volte con cruda franchezza, lei non aveva alcuna intenzione di diventare madre e provò anche a perdere il bambino dandosi dei pugni in pancia. “Non sono fatta per fare la mamma. So che è orribile doverlo ammettere, ma non sono abbastanza adulta per prendermi cura di un bambino” scrisse nelle sue celebri prime memorie “Initialés B.B.”. Il matrimonio con Charrier finì dopo appena tre anni e Nicolas crebbe col padre, ma i rancori e le battaglie legali si protrassero a lungo: nel 1997 padre e figlio fecero causa a Brigitte Bardot dopo aver letto come li aveva descritti nel suo libro, e l’attrice fu condannata a pagare circa 35mila euro di risarcimento. Jacques Charrier ha abbandonato la carriera cinematografica a inizio anni Ottanta per dedicarsi alla pittura: poco prima di morire, nel settembre 2025, aveva organizzato una retrospettiva dei suoi quadri. Nicolas Charrier è professore universitario e vive in Norvegia con la moglie Anne-Line Bjerkan, e con le due figlie Thea e Anna, che lo hanno reso nonno: oggi i rapporti tra madre e figlio Bardot sono più distesi. “Lo amo in modo speciale” confessò BB al giornale “Var Matin” nel 2018.
Thursday, January 8, 2026
I Funerali di "Brigitte" Grazie per tutto
mercoledì 7 gennaio 2026, Saint-Tropez si raccoglie nel silenzio per dare l’addio a una delle figure più celebri del cinema francese. La cittadina della Costa Azzurra fa da cornice alle esequie che segnano l’ultimo saluto a Brigitte Bardot.
Brigitte Bardot: B.B., la sigla che ha reso celebre un'icona del cinema
I portatori del feretro trasportano la bara all’interno della chiesa di Notre-Dame de l’Assomption per la cerimonia funebre della defunta attrice francese Brigitte Bardot, a Saint-Tropez, nel sud-est della Francia, il 7 gennaio 2026. Icona del cinema francese e simbolo della liberazione sessuale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Brigitte Bardot, che in seguito si era reinventata come attivista per i diritti degli animali e aveva abbracciato posizioni di estrema destra, è morta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.
Brigitte Bardot, una vita tra amori travolgenti e cuori infranti. FOTO
Alla cerimonia - che si svolge in queste ore in forma privata - partecipano parenti e amici, solamente persone strettamente intime della compianta diva. Ma numerosi estimatori della cosiddetta "BB" si sono riuniti nel ricordo dell’attrice. L’omaggio arriva a breve distanza dalle parole del marito Bernard d’Ormale, svelate soltanto la sera prima delle esequie, ieri sera.
Brigitte Bardot è morta, addio all’icona del cinema e della libertà
La direzione di J@TCompany
Wednesday, January 7, 2026
Monday, January 5, 2026
Rifiuti indifferenziati a Piacenza
L’Amministrazione ha già detto chiaro e tondo che «indietro non si torna», ma sono state comunque depositate in Comune 3mila firme di residenti e commercianti che chiedono di tornare al vecchio sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati. Le firme sono state raccolte in 20 giorni e hanno l’obiettivo di «porre l’attenzione sui disagi e le criticità causate da questo nuovo sistema di raccolta porta a porta». Queste firme «non sono contro la raccolta differenziata, ma contro un sistema che non ha i benefici promessi e assicurati dall’Amministrazione del Comune di Piacenza». I cittadini firmatari di questa petizione chiedono il ripristino dei cassonetti condominiali di rifiuto indifferenziato, mentre i titolari di attività commerciali chiedono il ripristino del precedente sistema di raccolta rifiuti.
I cittadini che hanno firmato lamentano diversi disagi. «Anziani e disabili hanno difficoltà col trasporto del bidone dal proprio piano al punto di svuotamento. Sono costretti a chiedere aiuto a vicini o familiari (che non tutti hanno e che non è un carico che dovrebbe spettare a questi), o talvolta ad assumere personale addetto (con dispendio di risorse economiche). Di chi è la responsabilità se anziano o invalido causa peso bidone cade dalle scale? I nonni non hanno diritto al presidio sanitario, pur magari dovendo tenere nipoti molto piccoli. Ci sono difficoltà di nuclei familiari numerosi a causa della dimensione ridotta dei bidoni, con l’impossibilità ad avere il bidone più grande perché magari residenti a piani alti, non sufficiente per l’intera settimana. I nuclei familiari da 5 membri in su sono penalizzati per il numero di svuotamenti spettanti (massimo 36 in totale, indipendentemente dal numero). Ad oggi si registra un peggioramento delle condizioni igienico ambientali riscontrabile in città causa abbandono rifiuti legato a questo sistema di raccolta. Si segnala inoltre una carenza di igiene imposta dal fatto di tenere i bidoni in ambiente domestico (non tutti ad esempio godono di spazio esterno e molti regolamenti condominiali vietano di tenere rifiuti sul balcone). Problema accentuato dai proprietari di animali (la sabbia dei gatti andrebbe smaltita con quotidiana frequenza), come da nuclei in cui sono presenti anziani o neonati (pannolini sporchi da smaltire anch’essi quotidianamente)».
«Non ci sono agevolazioni per proprietari di animali: lo smaltimento dovrebbe essere quotidiano e con costi sostenibili, se non gratuiti, come segnalato da veterinari e associazioni animaliste. C’è la contaminazione sempre più frequente delle campane di carta, vetro, plastica, ecc. con rifiuto indifferenziato gettato nelle stesse e quindi con perdita del prodotto della campana che finita tutto in discarica assieme all’indifferenziato stesso». «Si registra un maggiore inquinamento per mezzi di svuotamento che stanno più a lungo nelle strade per cogliere rifiuti dai bidoncini (con maggiore fatica da parte degli operatori), provocando anche traffico e quindi disagi alla circolazione».
«C’è carenza di spazio per abitazioni e attività lavorative che non godono di spazi idonei per mantenere in loco uno o più bidoni. Problemi anche con l’accessibilità su marciapiedi compromessa in certi giorni, soprattutto nel centro storico. C’è l’impossibilità per molte persone di smaltire indifferenziato in eccesso in maniera legale non avendo campane in prossimità delle abitazioni o possibilità di recarvisi; bidone senza sistema chiusura, per cui chiunque può depositare rifiuti, causando malumori, discussioni e multe».
«Gli orari di svuotamento incompatibili e limitativi della vita sociale: basare la propria giornata (di riposo o lavorativa che sia) è una limitazione della propria libertà. La costrizione al cambiamento di abitudini sociali e/o alimentari (stare attenti banalmente al fatto di invitare persone in casa, pensiamo al periodo delle feste). Il sistema è iniquo e penalizza le donne che necessariamente producono rifiuti causa, ad esempio, fisiologico ciclo mestruale. Le multe, inoltre, saranno sempre contestabili: i ricorsi creeranno intasamenti presso i giudici di pace. È un problema anche l’aumento della Tari: il porta a porta comporta costi maggiori; si contesta il termine puntuale perché rimane la Tari invariata e avrà solo aggiunta di costi: non sono previsti sconti per i virtuosi; se uno fa 6 svuotamenti non vengono scontati quelli rimanenti».
«Non si vuole contestare e rifiutare il concetto di raccolta differenziata – concludono i proponenti - quanto il modo di farla. Il problema della raccolta porta a porta è evidente e solo tornando indietro si possono ridurre i disagi, i costi ed i problemi per tante categorie di persone. Confidiamo nell’ascolto da parte di tutti gli organi di amministrazione del nostro Comune. Pertanto, si richiede perlomeno l’organizzazione di un incontro pubblico al fine di evidenziare meglio le problematiche per le varie categorie di cittadini residenti».
Tuesday, December 30, 2025
Un Piacentino alla "Corte" di B.B. Come un piccolo cinghialino va dalla Maga Circe
Saint Tropez, 1968. Gigi Rizzi diventa il tardivo e fuggevole eroe di una generazione che celebra la fine del boom per entrare nell'autunno caldo.
Un italiano a piedi nudi, con la bandana del pirata, è il personaggio più ricercato di un anno straordinario diviso tra le cronache mondane e la rivolta studentesca. La bandiera tricolore che sventola sulla Madrague,
la mitica villa di Brigitte Bardot, segna un'epoca, come la contestazione che esplode a Parigi, Milano e Roma. Per un'estate Gigi Rizzi è adorato e invidiato perché ha conquistato la donna più desiderata del mondo. Ma dietro la love story Rizzi-Bardot c'è la storia di una generazione che aveva scoperto con la gioia di vivere il gusto della trasgressione e della rottura con il passato.
C'è il mondo dei play boy all'ultimo giro di valzer prima di essere sepolti dall'ideologia e dall'impegno. E c'è un giovane che interpreta meglio di ogni altro un cambio di stagione.
Gigi Rizzi firma il diario di una vita esagerata e racconta le sue sue donne, gli amici, il successo, la caduta, la rinascita. Il suo periodo storico diventa lo spunto per una riflessione di Massimo Fini, scrittore e saggista, che nella prefazione consegna il 1968 alla sua dimensione meno esplorata: quei giovanissimi della campagna di Francia erano rivoluzionari inconsapevoli o erano il sogno realizzato della generazione dell'immediato dopoguerra? E Olghina di Robilant, giornalista, scrive una pagina inedita sull'amicizia e sull'amore che sopravvivono a tutto.
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