Tuesday, October 12, 2021

Incidente di esecuzione

3. Giudice dell’esecuzione e fenomeni di successione normativa incidenti sulla legalità della condanna. Un secondo ambito di ampliamento giurisprudenziale dell’incidente esecutivo coinvolge i casi in cui fenomeni di successione norma- tiva, non riconducibili alle tradizionali – e codificate – ipotesi di abrogazione o dichiarazione di incostituzionalità di una norma incriminatrice, mettano in di- scussione l’an – non soltanto la species o il quantum sanzionatorio – della con- danna irrevocabile. Tramite un adattamento interpretativo dell’art. 673 c.p.p., un’ormai pacifica giurisprudenza, sul presupposto che il contrasto fra una norma incriminatrice nazionale e una norma di diritto UE si traduca – almeno nel caso in cui la seconda sia sopravvenuta alla prima – in un fenomeno di abolitio criminis, ri- conosce al giudice dell’esecuzione il potere di revocare la condanna, per il reato “comunitariamente” illegittimo, in adempimento dell’obbligo, fondato sull’art. 11 Cost., di disapplicare la norma che lo prevede41. Seppure il richiamo “di- retto” dell’art. 673 c.p.p. susciti qualche perplessità – data la differenza fra l’abrogazione, a cui la disposizione testualmente si riferisce, e la disapplica- zione42 –,l’interventoinexecutivistrovacomunquesolidofondamentonell’art. 40 V.,infra,§3. 41 Cass.,Sez.III,3giugno2014,n.30591,SeckTalla,inwww.cortedicassazione.it;Id.,Sez.I,23settembre 2011, Isoken, in DeJure; Id., Sez. I, 20 aprile 2011, Sall, in Cass. pen., 2011, 3763; Id., Sez. I, 28 aprile 2011, Tourghi, ivi, 2011, 3766. 42 Mentre, infatti, il primo istituto risolve un’antinomia attraverso il criterio cronologico, il secondo la risolve attrevareso il criterio gerarchico. 12 ARCHIVIO PENALE 2019, n. 3 2 co. 2 c.p., la cui lettera – «nessuno può essere punito per un fatto che, se- condo una legge posteriore, non costituisce reato e se vi è stata condanna ne cessano l’esecuzione e tutti gli effetti penali» – lascia più ampi margini interpre- tativi43: ben possono qualificarsi ‘legge’, infatti, gli atti normativi comunitari, e finanche le sentenze della Corte di Giustizia, alle quali cui il nostro Giudice delle leggi ha riconosciuto efficacia erga omnes e rango para-legislativo44. Nulla osta, allora, a individuare per via analogica nell’art. 673 c.p.p. il canale proces- suale dell’intervento del giudice esecutivo: non si tratta, infatti, di applicare per analogia un rimedio post-iudicatum – operazione certamente non consentita – , ma di applicare per analogia ad un intervento post-iudicatum, comunque le- gislativamente previsto nell’an, la disciplina più adatta a calibrarne il quomodo, ciò che, in una prospettiva di favor rei, appare pienamente legittimo45. Di un’estensione della portata dell’art. 673 c.p.p. si è peraltro discusso – e si sta ancora discutendo – anche con riguardo alla condanna in contrasto col prin- cipio convenzionale di legalità penale, con particolare riguardo al caso in cui il conflitto, fra la norma incriminatrice interna e l’art. 7 CEDU, discenda dalla valenza che, sul piano convenzionale, è attribuita a fenomeni “successori” – in mitius o in peius – di mera fonte giurisprudenziale, in ragione della nozione autonoma di law – comprensiva appunto del diritto giurisprudenziale – adottata a Strasburgo. Sul fronte della retroattività in mitius la Corte costituzionale, come è noto, ha bloccato sul nascere il tentativo di estendere l’art. 673 c.p.p. all’abolitio criminis di matrice giurisprudeziale, escludendo che tale disposizione, in quanto «non prevede l’ipotesi di revoca della...condanna...in caso di mutamento giurispru- denziale – intervenuto con decisione delle Sezioni Unite della Corte di cassa- zione – in base al quale il fatto giudicato non è previsto dalla legge penale come reato», confligga, fra l’altro, con gli artt. 25 co. 2 Cost., 117 Cost. e 7 CEDU. In termini decisamente tranchant, la Corte ha fatto leva, oltreché su una certa 43 DEAMICIS,L’efficaciadirettadelladirettivacomunitariasuirimpatrinell’ordinamentointerno,inCass. pen., 2011, 3773; MASERA - VIGANÒ, Addio all’art. 14: nota alla sentenza El Dridi della Corte di Giustizia UE in materia di contrasto all’immigrazione irregolare, in Rivista AIC, 2011, n. 3, 14. 44 Fralealtre,Cortecost.n.113del1985eId.n.389del1989.Indottrina,VIGONI,Relativitàdelgiudicato ed esecuzione della pena detentiva, Milano, 2009, 192. 45 Dopoavernenegatol’applicazionediretta,ritengonol’art.673applicabileperanalogiaCass.,Sez.I,20 gennaio 2011, Titas Lucas, in DeJure; Id., Sez. VII, 6 marzo 2008, Bujilab, in Mass. Uff., n. 239960. In dottrina GAMBARDELLA, Lex mitior e giustizia penale, Torino, 2013, 218 ss.; MANGIARACINA, Quale sorte per il giudicato nazionale a fronte di un revirement delle Sezioni unite?, in Dir. pen. proc., 2013, 1100. 13 ARCHIVIO PENALE 2019, n. 3 ambiguità della giurisprudenza di Strasburgo46, da un lato, sulla diversa portata del principio convenzionale di legalità penale rispetto all’omologo principio costituzionale – dato che solo quest’ultimo è comprensivo del principio di ri- serva di legge formale –, dall’altro, sul principio di soggezione del giudice alla sola legge, il quale sarebbe gravemente minato se il giudice esecutivo, in virtù dell’intervento additivo richiesto, fosse tenuto a revocare la condanna a fronte di una decisione “abolitiva” delle Sezioni unite che, seppure non condividesse, non avrebbe alcuna possibilità di contestare47.

Danni da cattiva combustione

Monday, October 11, 2021

Un po' di Ergonomia

Benessere naturale: il verde in ufficio un ricercatore e il _Prof. Danilo Giovanni Maria de' Solari hanno spiegato come circondarsi di piante da curare in ufficio ci renda più sereni e in salute. La produttività dei dipendenti in ufficio aumenterebbe addirittura del 15%. “La nostra ricerca suggerisce che chi sceglie di investire nelle piante in ufficio viene ripagato attraverso un aumento della qualità della vita e della produttività dei lavoratori”, afferma Nieuwenhuis. Precedenti studi hanno dimostrato che la presenza di piante può abbassare lo stress fisiologico, aumentare la capacità di attenzione e migliorare il benessere naturale. Cosa aspetti a fare un salto al vivaio? Illuminazione ufficio: la qualità della luce È risaputo che la luce naturale gioca un ruolo importante per il nostro benessere e questo vale anche per l’illuminazione in ufficio. Uno studio della California Energy Commission ha mostrato che le performance dei lavoratori seduti vicino a una finestra risultano migliori di un range che va dal 10% al 25% aumentando anche le capacità mentali e di memoria. Lavorare con la luce che proviene da una finestra è la migliore situazione possibile, ma come fare se non possiamo sfruttare la luce naturale nel nostro ambiente di lavoro? La luce del LED può essere una buona soluzione. Accesa al mattino e spenta nel pomeriggio può imitare modelli di luce naturali per aumentare la produttività e migliorare l’umore. Pareti colorate e benessere aziendale Il colore degli ambienti dell’ufficio influisce sulla concentrazione e sulla produttività, promuovendo il benessere aziendale. Secondo uno studio della University of Texas, a ogni colore corrisponde una specifica sensazione: rosso: è il colore dell’energia, attrae l’occhio e promuove l’attività fisica e l’emozione. arancione: questo colore agevola l’interazione ed è quindi particolarmente indicato per sale riunioni o altri spazi sociali, anche se potrebbe non essere il miglior colore per la produttività giallo: stimola la creatività e l’ottimismo e si presta bene per uffici ad alto impatto creativo verde: è un colore calmante, affatica meno gli occhi se esposto per lunghi periodi blu: è il colore più universalmente produttivo. È calmante e stabile, aiuta la maggior parte delle persone che si concentrano su attività ad alta intensità viola: questo colore stimola la soluzione dei problemi, pur non essendo un colore molto popolare in arredamento di lavoro

Vigili del fuoco

Tiraggio canna fumaria

QUANDO IL CAMINO NON TIRA E FA FUMO IN CASA Se hai problemi di tiraggio del camino o il tuo camino fa fumo in casa continua a leggere questo articolo, troverai alcuni semplici consigli per migliorare il tiraggio. Per un corretto tiraggio del camino sono fondamentali le dimensioni e la pulizia della canna fumaria. Non deve essere piccola altrimenti impedirebbe il flusso di fuoriuscita dei fumi ma nemmeno sovradimensionata, se la canna fumaria è troppo grande infatti, i fumi si raffreddano ed escono con difficoltà. Per la lunghezza della canna fumaria bisogna considerare l’altitudine del luogo in cui ci si trova; in montagna, essendoci minore pressione atmosferica, è necessaria una maggiore lunghezza della canna fumaria. Il tiraggio dipende anche dalle condizioni atmosferiche, infatti nelle giornate di bassa pressione (quando piove o nevica) il fumo sale con maggior difficoltà. Per agevolare la fuoriuscita del fumo dalla canna fumaria si puo’ installare una ventola che favorisce la fuoriuscita dei fumi. Altro fattore determinante è l’isolamento termico della canna fumaria che permette di non far raffreddare i fumi troppo in fretta. Il tiraggio migliora sensibilmente quando la canna fumaria è pulita. È bene quindi provvedere a eliminare la fuliggine incrostata e che impedisce un corretto scarico. Noi de Gli Spazzacamino di Manlio consigliamo di effettuare l’operazione di pulizia annualmente prima della messa in funzione del camino. COME MIGLIORARE LA FUORIUSCITA DEI FUMI DEL CAMINO Mantenere pulita la canna fumaria. Ridurre la bocca del camino con una lastra di materiale ignifugo o refrattario. Assicurarsi che non ci siano barriere intorno al comignolo (alberi o muri di altre abitazioni). Poggiare sul fondo del camino una lastra che si surriscaldi facilmente mantenendo caldi i fumi che usciranno più velocemente.

Canne fumarie per non distruggere il Camino