Monday, April 28, 2025
Accolito
Sacerdozio femminile: una conquista ancora lontana
Nonostante la sua apertura rispetto alle nomine femminili per posizioni di potere, Papa Francesco ha sempre mantenuto - in accordo con la posizione ufficiale della Chiesa cattolica - una posizione di netto rifiuto rispetto alla possibilità che le donne possano accedere al sacerdozio. Le ragioni per cui le persone di sesso femminile non sono ammesse al ministero ordinato sono teologiche, ma anche storiche: secondo l'insegnamento della Chiesa, Gesù Cristo ha scelto solo uomini come apostoli, e questa scelta è vincolante per l’istituzione.
Papa Francesco ha dichiarato nell’intervista al TG1 che per i cattolici il sacerdozio femminile “è un problema teologico”. Davvero c’è un problema teologico riguardante il sacerdozio femminile o siamo di fronte alla struttura patriarcale della Chiesa?
Non c’è base biblica, storica, teologica o di tradizione per l’esclusione delle donne dal ministero ordinato. Lo hanno dimostrato tantissimi studi dell’ultimo secolo. Siamo alla terza commissione istituita fin dagli anni ’70 per affrontare il problema, e ogni volta non si capisce perché, gli esiti devono essere ridiscussi.
Le donne hanno avuto ruoli di potere, profezia, culto e guida di comunità nel corso del cristianesimo, anche e soprattutto primitivo. Nel corso dei secoli poi il loro ruolo è stato sempre più ristretto sulla base di una cultura di genere che le ha collocate in ruoli di subordinazione e dipendenza. Il concetto di ordinazione con le sue funzioni e i suoi riti è cambiato notevolmente nel corso della storia come anche le motivazioni per l’esclusione delle donne da esso.
Ciò a cui fa riferimento il Papa è una posizione teologica, peraltro piuttosto recente,se guardiamo le tante diverse motivazioni apportate nel corso dei secoli per escludere le donne dall’ordine, e che risale a H.U.von Balthasar. È una posizione teologica che si basa su una ideologia della differenza sessuale oramai superata da tempo e cioè quella che ipotizza che i generi abbiano caratteristiche del tutto opposte, con un ricorso altrettanto problematico ad archetipi del maschile e del femminile che vede quest’ultimo confinato nelle sue funzioni al ruolo domestico e materno.
Secondo Papa Francesco una donna non può accedere al sacerdozio “perché non le spetta il principio petrino, bensì quello mariano, che è più importante (…) Il fatto dunque che la donna non acceda alla vita ministeriale non è una privazione, perché il suo posto è molto più importante”. Parole che racchiudono clericalismo, patriarcato, potere, ma soprattutto la trappola della “sublimazione”: le donne non possono accedere ai posti di potere perchè il loro ruolo è più importante. Ciò ricorda un po’ il “genio femminile”[1] di cui parlava Papa Giovanni Paolo II nella Mulieris Dignitatem. Premetto di essere fedele alla visione anarco-cristiana di Don Gallo e alle parole di Leonardo Boff che diceva che “laddove c’è potere non c’è amore e sparisce la misericordia”, ma qui siamo di fronte all’indifendibile. Si può nel 2023 oscurare una discriminazione e un ruolo inferiore in una struttura di potere, sublimando ed esaltando il discriminato, facendogli credere che il suo ruolo – nonostante tutto – è più importanti degli altri?
A metà del 5° secolo, durante il suo pontificato, papa Leone I (passato alla storia come s. Leone Magno) coniò l’espressione plenitudo potestatis (in latino «pienezza del potere») per indicare che nella Chiesa ogni potere viene dal papa, il diretto successore di Pietro, e non esiste sulla Terra un’autorità superiore a quella del pontefice.
In quel periodo terribile, quando le popolazioni barbariche si riversarono nella penisola italiana, spesso erano proprio i papi gli unici in grado di difendere non solo la Chiesa ma tutta la città di Roma e i suoi abitanti: il loro prestigio presso il popolo crebbe così a dismisura. Ma ciò nonostante l’imperatore bizantino Giustiniano, nel 6° secolo, sottopose l’elezione del papa all’approvazione imperiale. Dall’8° secolo il diritto di elezione continuò a essere esercitato dal clero e dal popolo romano, ma sotto la pressione delle fazioni politiche in lotta che si disputavano il potere.
Sunday, April 27, 2025
Saturday, April 26, 2025
Thursday, April 24, 2025
Eresia Liberale di Sallusti
Alessandro Sallusti è finito in galera per un reato, l'omesso controllo, che inevitabilmente commettono tutti i direttori di giornale (i direttori degli altri giornali, però, in galera non ci vanno); ha avuto un trisavolo fedele a Francesco II, re spodestato delle Due Sicilie, e dunque considerato un brigante dai governanti sabaudi della nuova Italia unita; ha scoperto sul manuale di storia delle medie che cosa era successo al nonno durante e dopo la guerra civile; ha sperimentato lo "stato di natura", vivendo per un mese in Amazzonia tra gli Yanomami; è stato fra i protagonisti, nel novembre 1994, dello scoop sull'avviso di garanzia che avrebbe fatto cadere il primo governo Berlusconi, mentre durante l'ultimo governo Berlusconi ha partecipato, nella villa di Arcore, alle riunioni della fantomatica "Struttura Delta" che avrebbe ordito strategie e complotti; ha conosciuto molto da vicino i protagonisti della politica, dell'economia, della società degli ultimi quarant'anni. A partire dagli episodi della sua vita famigliare, personale e professionale e con lo sguardo attento ai cambiamenti che stanno stravolgendo la nostra immagine del mondo, Sallusti mostra in questo libro il punto di vista eretico di un liberal-conservatore abituato a sentirsi minoranza - spesso irrisa - nei salotti buoni della cultura dominante, e tuttavia consapevole di essere in sintonia con la maggioranza delle persone in Europa e in Occidente, come le elezioni si incaricano invariabilmente di dimostrare. Contro la cancel culture e il senso di colpa della sinistra globalista, un liberal-conservatore difende le libertà che costituiscono l'orgoglio dell'Occidente e il suo più grande apporto alla storia del mondo. Contro le pericolose utopie buoniste, il conservatorismo rappresenta la voce del buonsenso in accordo con la realtà.
Wednesday, April 23, 2025
Divieto di Spargere le ceneri
La cremazione di un defunto "non è vietata dalla Chiesa" se non è fatta per una scelta di contrarietà alla fede. Lo conferma la Congregazione per la Dottrina della Fede in una Istruzione che ha avuto il 'placet' del Papa. Confermato anche che la pratica debba avvenire "dopo la celebrazione delle esequie".
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