Thursday, January 8, 2026

Intervista a Brigitte Bardot del 2006

I Funerali di "Brigitte" Grazie per tutto

mercoledì 7 gennaio 2026, Saint-Tropez si raccoglie nel silenzio per dare l’addio a una delle figure più celebri del cinema francese. La cittadina della Costa Azzurra fa da cornice alle esequie che segnano l’ultimo saluto a Brigitte Bardot. Brigitte Bardot: B.B., la sigla che ha reso celebre un'icona del cinema
I portatori del feretro trasportano la bara all’interno della chiesa di Notre-Dame de l’Assomption per la cerimonia funebre della defunta attrice francese Brigitte Bardot, a Saint-Tropez, nel sud-est della Francia, il 7 gennaio 2026. Icona del cinema francese e simbolo della liberazione sessuale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Brigitte Bardot, che in seguito si era reinventata come attivista per i diritti degli animali e aveva abbracciato posizioni di estrema destra, è morta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.
Brigitte Bardot, una vita tra amori travolgenti e cuori infranti. FOTO
Alla cerimonia - che si svolge in queste ore in forma privata - partecipano parenti e amici, solamente persone strettamente intime della compianta diva. Ma numerosi estimatori della cosiddetta "BB" si sono riuniti nel ricordo dell’attrice. L’omaggio arriva a breve distanza dalle parole del marito Bernard d’Ormale, svelate soltanto la sera prima delle esequie, ieri sera.
Brigitte Bardot è morta, addio all’icona del cinema e della libertà La direzione di J@TCompany

Monday, January 5, 2026

Rifiuti indifferenziati a Piacenza

L’Amministrazione ha già detto chiaro e tondo che «indietro non si torna», ma sono state comunque depositate in Comune 3mila firme di residenti e commercianti che chiedono di tornare al vecchio sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati. Le firme sono state raccolte in 20 giorni e hanno l’obiettivo di «porre l’attenzione sui disagi e le criticità causate da questo nuovo sistema di raccolta porta a porta». Queste firme «non sono contro la raccolta differenziata, ma contro un sistema che non ha i benefici promessi e assicurati dall’Amministrazione del Comune di Piacenza». I cittadini firmatari di questa petizione chiedono il ripristino dei cassonetti condominiali di rifiuto indifferenziato, mentre i titolari di attività commerciali chiedono il ripristino del precedente sistema di raccolta rifiuti. I cittadini che hanno firmato lamentano diversi disagi. «Anziani e disabili hanno difficoltà col trasporto del bidone dal proprio piano al punto di svuotamento. Sono costretti a chiedere aiuto a vicini o familiari (che non tutti hanno e che non è un carico che dovrebbe spettare a questi), o talvolta ad assumere personale addetto (con dispendio di risorse economiche). Di chi è la responsabilità se anziano o invalido causa peso bidone cade dalle scale? I nonni non hanno diritto al presidio sanitario, pur magari dovendo tenere nipoti molto piccoli. Ci sono difficoltà di nuclei familiari numerosi a causa della dimensione ridotta dei bidoni, con l’impossibilità ad avere il bidone più grande perché magari residenti a piani alti, non sufficiente per l’intera settimana. I nuclei familiari da 5 membri in su sono penalizzati per il numero di svuotamenti spettanti (massimo 36 in totale, indipendentemente dal numero). Ad oggi si registra un peggioramento delle condizioni igienico ambientali riscontrabile in città causa abbandono rifiuti legato a questo sistema di raccolta. Si segnala inoltre una carenza di igiene imposta dal fatto di tenere i bidoni in ambiente domestico (non tutti ad esempio godono di spazio esterno e molti regolamenti condominiali vietano di tenere rifiuti sul balcone). Problema accentuato dai proprietari di animali (la sabbia dei gatti andrebbe smaltita con quotidiana frequenza), come da nuclei in cui sono presenti anziani o neonati (pannolini sporchi da smaltire anch’essi quotidianamente)». «Non ci sono agevolazioni per proprietari di animali: lo smaltimento dovrebbe essere quotidiano e con costi sostenibili, se non gratuiti, come segnalato da veterinari e associazioni animaliste. C’è la contaminazione sempre più frequente delle campane di carta, vetro, plastica, ecc. con rifiuto indifferenziato gettato nelle stesse e quindi con perdita del prodotto della campana che finita tutto in discarica assieme all’indifferenziato stesso». «Si registra un maggiore inquinamento per mezzi di svuotamento che stanno più a lungo nelle strade per cogliere rifiuti dai bidoncini (con maggiore fatica da parte degli operatori), provocando anche traffico e quindi disagi alla circolazione». «C’è carenza di spazio per abitazioni e attività lavorative che non godono di spazi idonei per mantenere in loco uno o più bidoni. Problemi anche con l’accessibilità su marciapiedi compromessa in certi giorni, soprattutto nel centro storico. C’è l’impossibilità per molte persone di smaltire indifferenziato in eccesso in maniera legale non avendo campane in prossimità delle abitazioni o possibilità di recarvisi; bidone senza sistema chiusura, per cui chiunque può depositare rifiuti, causando malumori, discussioni e multe». «Gli orari di svuotamento incompatibili e limitativi della vita sociale: basare la propria giornata (di riposo o lavorativa che sia) è una limitazione della propria libertà. La costrizione al cambiamento di abitudini sociali e/o alimentari (stare attenti banalmente al fatto di invitare persone in casa, pensiamo al periodo delle feste). Il sistema è iniquo e penalizza le donne che necessariamente producono rifiuti causa, ad esempio, fisiologico ciclo mestruale. Le multe, inoltre, saranno sempre contestabili: i ricorsi creeranno intasamenti presso i giudici di pace. È un problema anche l’aumento della Tari: il porta a porta comporta costi maggiori; si contesta il termine puntuale perché rimane la Tari invariata e avrà solo aggiunta di costi: non sono previsti sconti per i virtuosi; se uno fa 6 svuotamenti non vengono scontati quelli rimanenti». «Non si vuole contestare e rifiutare il concetto di raccolta differenziata – concludono i proponenti - quanto il modo di farla. Il problema della raccolta porta a porta è evidente e solo tornando indietro si possono ridurre i disagi, i costi ed i problemi per tante categorie di persone. Confidiamo nell’ascolto da parte di tutti gli organi di amministrazione del nostro Comune. Pertanto, si richiede perlomeno l’organizzazione di un incontro pubblico al fine di evidenziare meglio le problematiche per le varie categorie di cittadini residenti».

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Tuesday, December 30, 2025

Un Piacentino alla "Corte" di B.B. Come un piccolo cinghialino va dalla Maga Circe

Saint Tropez, 1968. Gigi Rizzi diventa il tardivo e fuggevole eroe di una generazione che celebra la fine del boom per entrare nell'autunno caldo.
Un italiano a piedi nudi, con la bandana del pirata, è il personaggio più ricercato di un anno straordinario diviso tra le cronache mondane e la rivolta studentesca. La bandiera tricolore che sventola sulla Madrague,
la mitica villa di Brigitte Bardot, segna un'epoca, come la contestazione che esplode a Parigi, Milano e Roma. Per un'estate Gigi Rizzi è adorato e invidiato perché ha conquistato la donna più desiderata del mondo. Ma dietro la love story Rizzi-Bardot c'è la storia di una generazione che aveva scoperto con la gioia di vivere il gusto della trasgressione e della rottura con il passato.
C'è il mondo dei play boy all'ultimo giro di valzer prima di essere sepolti dall'ideologia e dall'impegno. E c'è un giovane che interpreta meglio di ogni altro un cambio di stagione.
Gigi Rizzi firma il diario di una vita esagerata e racconta le sue sue donne, gli amici, il successo, la caduta, la rinascita. Il suo periodo storico diventa lo spunto per una riflessione di Massimo Fini, scrittore e saggista, che nella prefazione consegna il 1968 alla sua dimensione meno esplorata: quei giovanissimi della campagna di Francia erano rivoluzionari inconsapevoli o erano il sogno realizzato della generazione dell'immediato dopoguerra? E Olghina di Robilant, giornalista, scrive una pagina inedita sull'amicizia e sull'amore che sopravvivono a tutto.

Sunday, December 28, 2025

E' Morta " Brigitte Bardot"

Brigitte Bardot, gli ultimi mesi di vita tra ricoveri dopo l'operazione e la casa nella natura con gli animali Brigitte Bardot è morta nel sud della Francia dove si era ritirata tra natura e animali, a La Madrague, la sua celebre tenuta a Saint-Tropez Brigitte Bardot è morta nella sua casa nel sud della Francia. L’iconica attrice francese, infatti, si è spenta, a 91 anni, a La Madrague, la sua celebre proprietà a Saint-Tropez. Negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale due volte, a Tolone, e aveva anche subito un’operazione: in entrambi i casi si erano diffuse notizie allarmanti sulle sue condizioni di salute. Dove è morta Brigitte Bardot Brigitte Bardot, i due ricoveri e l'operazione La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Dove è morta Brigitte Bardot
Brigitte Bardot è morta a 91 anni a La Madrague, la sua proprietà a Saint-Tropez, nel sud della Francia. Ha lasciato il cinema presto, rimanendo comunque la cifra distintiva di un'epoca; non ha avuto paura di vedersi invecchiare, senza rincorrere in mille modi l'estetica dell'eterna giovinezza; ha amato più gli animali che gli uomini e per loro si è spesa fino all'ultimo. La notizia è stata confermata da Bruno Jacquelin, della Fondazione Brigitte Bardot per la protezione degli animali, all’Associated Press, senza fornire altri dettagli sulla causa del decesso.
Morte Brigitte Bardot ultimi mesiANSA Jacquelin ha inoltre aggiunto che al momento non sono ancora stati presi accordi per funerali o eventuali cerimonie commemorative. Brigitte Bardot, i due ricoveri e l’operazione B.B., simbolo del cinema francese e icona riconosciuta in tutto il mondo, negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale per ben due volte “a causa di una grave malattia“. Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Forse ti può interessare Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Brigitte Bardot è di nuovo ricoverata all'ospedale di Tolone, in Francia, per cause ancora non note. Pochi mesi fa si era sottoposta a un intervento
Entrambe le volte era stata ricoverata a Tolone e si erano diffuse notizie allarmanti sulla sua salute. Proprio per questo motivo, a fine novembre, uscita dall’ospedale la seconda volta, aveva diffuso un comunicato per invitare “tutti a darsi una calmata”. Una prima volta era stata ricoverata invece a inizio ottobre per un intervento chirurgico: ma dell’operazione non era stata chiarita la natura e non erano state diffuse notizie al riguardo. La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Negli ultimi anni la Bardot si era spostata su posizioni di estrema destra, in particolare su immigrazione e femminismo. Sempre negli ultimi anni si erano fatte sempre più rare immagini e interviste dell’iconica attrice.
Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Forse ti può interessare Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Brigitte Bardot ha rilasciato delle dichiarazioni opinabili sull'immigrazione e sul Covid: "Mi condannino di nuovo. Mi costerà? Non mi interessa"
Brigitte Bardot, infatti, viveva ormai in un vero e proprio ritiro fra La Madrague e una seconda casa nascosta nei boschi vicini, “La Garrigue”, dove ospitava animali e dove era stata costruita una cappella privata. Brigitte Bardot era tornata far sentire la sua voce, e con la mancanza di diplomazia che ci si aggiudicava di diritto (?) dopo una certa età - al compimento dei 86 anni - ovvero quando non devi più rendere conto di niente a nessuno, nemmeno al pubblico, la diva fece discutere per un'opinione che ha espresso sulla pandemia di Covid-19. "Una buona cosa per il pianeta", dichiarò l'icona francese che da lungo tempo si èra ritirata a vita privata per dedicarsi solo agli animali e all'ambiente. Non estranea alle provocazioni, Brigitte Bardot, raggiunse la fama nel 1956 con il film Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme) dichiarò senza mezzi termini a Paris Match come percepisce la pandemia: “Leggo tanti libri, giornali, guardo la tv parlo con i miei amici, rimango sintonizzato e guardo questo mondo diventare un circo. È abominevole il modo in cui trattiamo il nostro pianeta che si lamenta, soffoca, implode sotto il peso di una demografia incontrollabile da cui nascono tutte le disgrazie che ci capitano: riscaldamento globale, inondazioni, incendi..." ha raccontato Brigitte Bardot.
L'ex attrice, che è stata protagonista di grandi storie di passione, ha spiegato più volte che il suo unico amore ora sono gli animali e che è felice, oggi, se i sui occasionali tentativi di togliersi la vita non sono mai andate in porto, perché se fosse morta non avrebbe potuto portare avanti tutte le battaglie per il pianeta. “Temo che il Coronavirus e le prossime epidemie che sono già all'orizzonte rimetteranno dolorosamente le cose in chiaro. Quando i cinque miliardi di esseri umani in più sulla Terra saranno scomparsi, la natura si riprenderà i suoi spazi”, ha spiegato l'ex attrice per la quale il virus sta agendo come una sorta di autoregolazione di una demografia "che non siamo in grado di controllare", e definisce gli umani come esseri che non hanno predatori: "solo le forze naturali possono costringerli a ragionare". L'ennesima dichiarazione divisiva che si aggiunge a una lunga lista di attacchi rivolti a chiunque dalla Bardot che sembrava avercela un po' con tutti gli abitanti del pianeta, tranne uno: Pamela Anderson. Per l'eterna BB, è lei la sua unica erede, non per l'aspetto fisico, ma perché seguirà le sue orme nell'impegno ambientalista. In un’intervista concessa a maggio a BFM TV, l’attrice aveva rivelato di vivere “in pace, nella natura. Adesso vivo come un’allevatrice, con le mie pecore, le mie capre, i miei maiali, l’asinello e tutti i miei cani e i gatti”, aveva raccontato.
la Direzione di J@TCompany

Saturday, December 27, 2025

NEGLI EX MAGAZZINI GENERALI COMUNALI DI PIACENZA IN VIA C.COLOMBO .

La storia dei Magazzini Generali Comunali ha inizio nel 1887, quando la municipalità di Piacenza, propose la costituzione di una commissione per la costruzione di un mercato franco e nel 1891 un ‘Comitato per la costruzione dei magazzini generali con mercato franco in Piacenza’ presentò un progetto di fattibilità. L’obiettivo era quello di concentrare le produzioni della provincia, al fine di agevolarne l’esportazione. Il Comitato e l’Ufficio Tecnico Comunale identificarono il luogo utile per la realizzazione del complesso e tale indicazione venne approvata anche dalla Commissione d’Ornato riunita nel maggio 1891. Nel gennaio 1921, Massimo Fioruzzi, che voleva impiantare propri magazzini generali, permutò il palazzo Suzzani Serafini con un’area militare fuori Porta Cavallotti che il Comune voleva acquisire proprio per realizzarvi i magazzini e la dogana, considerando troppo onerosa la gestione di questi entro la cinta daziaria. L’anno dopo il Comune acquistò dal Demanio dello Stato un terreno detto ‘Baracchino’, fuori Porta Cavallotti. Nel 1923 questo terreno fu ceduto gratuitamente alla Società Anonima Rizzi Donelli di Leonardo Rizzi e Daniele Donelli, nell’ambito di una causa giudiziaria. Nel gennaio 1925, i Magazzini Generali Comunali della Società Anonima Rizzi Donelli iniziarono la loro attività, che proseguirà ininterrottamente fino al 1973, quando verranno trasformati nella Magazzini Generali di Piacenza S.p.A., società inserita nel Gruppo Giani Leone S.p.A. operante nel settore caseario con altri stabilimenti a Genova e Pavia, per poi essere recentemente ceduti al Co.Ma.Ge. Consorzio Magazzini Generali. Il Consorzio ha acquistato tutto il complesso, dichiarato di interesse culturale nel 2008, composto da alcuni edifici in origine destinati ad uffici, magazzini e depositi. Il Co.Ma.Ge. nel settembre 2008 ha bandito un concorso per la riqualificazione dell'intera area: l'edificio principale su via Cristoforo Colombo è stato ristrutturato e destinato ad uffici, così come l’edificio su via Bolzoni presso piazzale Velleia. Alle spalle dell'edificio principale, dove c’erano i capannoni dei magazzini, sono stati costruiti edifici ad uso residenziale, commerciale e servizi.
Gli Ex Magazzini Comunali di Piacenza, oggi un'area di archeologia industriale riqualificata vicino a Piazzale Roma, erano originariamente i Magazzini Generali Rizzi Donelli (1925-1973), edifici storici in stile liberty con decorazioni come la Lupa Capitolina, che ora ospitano uffici, attività commerciali, residenze e sono in fase di conversione per diventare un hotel. L'intera area è stata dichiarata di interesse culturale nel 2008, conservando il fascino dell'epoca industriale pur integrando funzioni moderne, con un recupero che include l'edificio principale su Via Cristoforo Colombo e l'area retrostante. Storia e Riqualificazione: Origini: Nati come Magazzini Generali Comunali (Società Anonima Rizzi Donelli) nel 1925, hanno funzionato fino al 1973, prima di passare a nuove proprietà.
Acquisto e Riqualificazione: Il complesso fu acquistato dal Co.Ma.Ge. (Consorzio Magazzini Generali), che bandì un concorso di riqualificazione nel 2008. Recupero Architettonico: L'edificio principale su Via Colombo è stato ristrutturato per uffici, mentre l'area retrostante è stata sviluppata con nuovi edifici residenziali, commerciali e servizi. Caratteristiche e Futuro: Stile: Edificio in stile Liberty, con dettagli come teste leonine e decorazioni in ferro battuto.
Apre il nuovo maxi hotel di piazzale Roma: insegna pronta e soggiorno disponibile dal 15 dicembre Dopo quasi due anni di lavori attività in partenza negli ex magazzini generali comunali di Piacenza, nuova struttura alberghiera da 94 camere gestita dalla catena francese B&B Hotels L'insegna di B&B Hotels sul palazzo degli ex magazzini generali comunali di Piacenza Gli ex magazzini generali comunali di Piacenza aprono le porte a turisti e viaggiatori. Dopo quasi due anni di cantiere, lo storico palazzo di piazzale Roma – punti di affaccio via Colombo e via Bolzoni – diventa ufficialmente albergo. A partire dal prossimo 15 dicembre è difatti possibile soggiornare nella nuova struttura recettiva da 94 camere gestita dalla catena francese B&B Hotels, come già annunciato nelle scorse settimane.
Il gruppo - in forte espansione in tutta Europa - dichiara all’attivo 91 hotel in Italia, 22 solo nell’area di Milano, Como, Bergamo, Brescia e dintorni. Presente anche nella vicina Cremona, in Emilia-Romagna B&B Hotels conta attualmente strutture a Reggio-Emilia, Sassuolo, Modena, Bologna, Faenza e Ravenna: un elenco a cui ora si aggiunge la nuova apertura piacentina. B&B Hotels Piacenza1 Il termine dei lavori e il possibile taglio del nastro per il tre stelle di piazzale Roma erano previsti entro la fine dell’anno: ora, sulla pagina dedicata alla struttura del sito internet di prenotazione di B&B Hotels, alle immagini illustrative degli interni si è aggiunta la scritta “cooming soon: ti aspettiamo dal 15 dicembre nel nostro hotel a Piacenza”. Un annuncio di imminente inaugurazione, confermata dalla possibilità per i clienti di riservare una stanza già a partire da quella data, in vista del periodo natalizio. Una opzione che compare anche in numerosi e-commerce del settore viaggi dedicati alla prenotazione di alloggi, in cui è inserito l'albergo. Lungo l'iter che ha portato alla “rinascita” del complesso novecentesco; l’immobile, costruito negli anni Venti, da decenni in disuso e ostaggio del degrado, è stato dichiarato di interesse culturale nel 2008. Dopo l'avvio del percorso di riqualificazione – gestito in accordo con la Soprintendenza - ora torna ora a essere un luogo vivo, all’interno di uno dei principali quartieri di accesso alla città.
Con gli ex magazzini comunali generali, sale a nove il numero di voci della categoria alberghi presenti nel capoluogo. Ex magazzini di Piacenza, quasi pronto l'albergo 3 stelle da 94 camere: ad aprirlo B&B Hotels Cantiere agli sgoccioli per lo storico immobile dell’area di piazzale Roma destinato a struttura recettiva, a gestirlo sarà la catena internazionale francese che l'ha già messo tra le proprie destinazioni L'immobile riqualificato degli ex magazzini generali comunali di Piacenza destinato a struttura recettiva Riqualificazione agli sgoccioli negli ex magazzini generali comunali di Piacenza e ormai prossima apertura del 3 stelle da 94 camere di B&B Hotels. Dopo quasi due anni di lavori per trasformare lo storico immobile risalente agli anni Venti del secolo scorso in struttura recettiva - superficie complessiva circa 8mila 800 metri quadri, esterni esclusi – il progetto di riqualificazione si avvia alla conclusione, prevista entro fine anno. A gestire il nuovo albergo che trova spazio all'interno degli ex magazzini nell'area di piazzale Roma - tra via Colombo e via Bolzoni - la catena internazionale francese B&B Hotels, con all'attivo oltre 800 strutture in Europa, di cui 89 in Italia.
94 CAMERE E PARCHEGGIO INTERRATO: IL PROGETTO - In totale 94 camere, di cui 76 doppie, 11 appartamenti, 6 triple e una suite: questa l’offerta di accoglienza presente nel nuovo albergo, secondo il progetto. LA FASE URBANISTICA "PIANO ATTUATIVO" è DEGLI ANNI 2000 CURATO DA ALCUNI ESPONENTI DELL'ORDINE ARCHITETTI DI PIACENZA. Al pianoterra si collocano servizi, reception, sala colazione e ufficio, mentre le camere si dispongono nei restanti piani. Poi un parcheggio interrato e posti auto.
Fronte in basso a destra si intravede la Grande Copertura dell'Architetto Solari del "Mercato Ortofrutticolo Comunale" di Fronte ai Magazzini Generali Comunali sempre in via Cristoforo Colombo.
Un edificio vuoto all’interno, dove sono state realizzate opere di consolidamento e spazi in accordo con la Soprintendenza, in quanto bene architettonico sottoposto a vincolo. Da qui il mantenimento dei colori appartenenti alla struttura, della scritta “magazzini generali comunali” e i fregi originali presenti nella facciata principale. LA DIREZIONE DI J&TCOMPANY -- --

Friday, December 19, 2025

Compatibilità ai sensi del CNAPPC cosa dice l'Europa

Compatibilità tra professione di Architetto e Agente immobiliare: la risposta del CNAPPC Con riferimento alla richiesta di cui all’oggetto, si specifica che la L. 37/19 ha modificato l’art. 5 comma 3 della L.39/89, su sollecitazione del legislatore comunitario che aveva avviato procedura di infrazione contro l’Italia in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, al fine di eliminare alcune incompatibilità, tra le quali l’attività di mediatore e quella di professionista iscritto all’albo professionale. In particolare, per quel che qui interessa, è stata abrogata la incompatibilità tra agente immobiliare e architetto. La nuova norma, peraltro, continua a prevedere la incompatibilità del mediatore con l’esercizio di professioni intellettuali, ma non già specificamente. Invero, il legislatore ha individuato una fattispecie generica, vietando l’attività di mediatore con quella di professionista nel momento in cui la stessa reca una situazione di conflitto di interesse, ovvero nel caso di attività svolta quale mediatore e quale architetto nell’ambito dello stesso settore merceologico. Si tratta, insomma, di valutazioni da effettuare caso per caso, in relazione alla particolare attività svolta dal mediatore, che sia anche architetto. Per esempio, appare incompatibile l’attività di mediazione per la vendita di immobile per il quale il mediatore architetto si interessi o si sia interessato della progettazione, manifestandosi una evidente situazione di conflitto di interesse, anche solo potenziale. Prot. N.4468 1.08.2025 Condividi

Culpa in vigilando anche sui 18... enni

La Culpa in vigilando nel caso di allievi maggiorenni In caso di fatti illeciti per culpa in vigilando quindi, le persone indicate come responsabili dall’articolo 2048 non sono libere da responsabilità. Tale sentenza ha senza dubbio una rilevanza nell’ambito dell’educazione, con espresso riferimento agli insegnanti che, secondo tale interpretazione del codice civile, saranno responsabili delle attività dannose poste in essere a danno dei propri allievi anche qualora questi ultimi abbiano compiuto il diciottesimo anno di età. Tale fonte di responsabilità contrattuale, che può ritenersi come derivante da “contatto sociale”, avrà dunque ordinaria prescrizione decennale, mentre sarà a carico di colui che fosse convenuto in giudizio per il proprio inadempimento, di provare l’adempimento delle proprie obbligazioni di insegnante o comunque di dipendente dell’istituto, in sede di giudizio. Responsabilità insegnanti per danni subiti dagli studenti Una conferma di quanto sopra è arrivata con la più recente sentenza n. 2334/18. Il Tribunale di prime cure si è infatti occupato di un caso che riguarda una ragazza che, a causa delle spinte e dell’accalcamento dei suoi compagni di classe, era caduta mentre usciva dalla palestra della scuola, riportando delle lesioni. La Corte d’Appello aveva negato che l’insegnante fosse responsabile dell’accaduto, perché gli studenti coinvolti erano maggiorenni. Di diversa opinione è stata però la Corte di legittimità, che ha rammentato come sui docenti gravi un obbligo di vigilanza che prescinde dall’età degli studenti, “poiché la maggiore età non significa che il soggetto cessi di essere allievo o apprendista, ovvero cessi di essere sottoposto a quella vigilanza che, logicamente, è teleologica, ovvero necessaria per l’attività di insegnamento / addestramento cui si riferisce l’articolo 2048 secondo comma”. Naturalmente, questo non significa che l’età degli studenti non abbia mai alcun rilievo, poiché dovrà sempre costituire il parametro con cui si dovrà valutare la condotta posta in essere dall’insegnante. L’età degli studenti e la responsabilità insegnanti L’obbligo di vigilanza di un docente sarà infatti evidentemente diverso a seconda che gli studenti siano bambini molto piccoli o giovani che stanno concludendo il corso di studi nelle scuole superiori. E’ intuibile che nel primo caso l’obbligo di vigilanza sarà più intenso, mentre nella seconda ipotesi non potrà che essere più lieve. In altri termini, il dovere di vigilanza di cui all’art. 2048 secondo comma c.c. è da intendersi non certo in senso assoluto, bensì in termini relativi considerato che il contenuto di tale obbligo è da intendersi in rapporto inversamente proporzionale al livello di maturità degli alunni, con la conseguenza che con l’avvicinarsi degli alunni all’età del pieno discernimento, il dovere di vigilanza dei precettori richiede meno la loro continua presenza. Pertanto, al fine di giudice il comportamento di un’insegnante, si dovrà valutare, tenendo conto anche dell’età degli studenti, quanto l’evento dannoso fosse prevedibile. Sulla base di ciò, salvo la presenza di casi particolari, la maggiore età dello studente potrebbe far venire meno la responsabilità del docente se si presume che il ragazzo maggiorenne sia in grado di tenere comportamenti socialmente adeguati. Come però visto nel commento di oggi, la maggiore età del giovane non esclude sempre la responsabilità dell’insegnante che, dunque, permane se il danneggiato è in grado di provare che nel caso specifico sarebbe stata necessaria una particolare vigilanza. A titolo di esempio, si pensi ad un incidente che è causato da uno studente che in passato aveva avuto comportamenti aggressivi o ostili nei confronti del danneggiato. In questo caso appare evidente come sia l’insegnante a dover dimostrare di aver posto in essere tutte le condotte possibili per evitare il verificarsi dell’evento. Le conclusioni Traendo le dovute sintesi, possiamo dunque affermare che sebbene la maggiore età degli studenti non escluda automaticamente la responsabilità dell’insegnante, di contro costituisce un parametro importante per valutare il grado di vigilanza esigibile da un docente. Nel concreto, il più delle volte la maggiore età degli studenti è in grado di escludere la responsabilità dell’insegnante, ma il danneggiato può comunque dimostrare che nel caso specifico l’obbligo di vigilanza del docente avrebbe dovuto essere più stringente. Per una consulenza legale sul un caso specifico è possibile compilare l’apposito modulo per la richiesta di consulenza: sarete contattati entro poche ore dall’invio della richiesta.

Studente Maggiorenne

L’art. 2 della Costituzione stabilisce che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e quindi i diritti menzionati nella Costituzione, ivi compreso, all’art. 33, il diritto allo studio; lo studente maggiorenne esercita tale diritto in proprio, potendo iscriversi da solo e interloquire autonomamente con docenti e dirigenti scolastici. Ritenuto che i diritto della persona umana e la capacità giuridica e di agire sono coperti da riserva di legge, le deroghe alla regola generale secondo cui la capacità di agire si acquista con il compimento del 18° anno di età, possono essere stabilite solo con legge. Ne discende che il regolamento scolastico non può, in difetto di una fonte primaria che autorizzi deroghe, stabilire una limitazione della capacità di agire dello studente maggiorenne, imponendo, per l’esercizio del diritto allo studio, l’intervento dei genitori dello studente medesimo (Cons. Giust. Amm. Sic., 01-07-2013, n. 633). Si ricorda, però, che anche nei confronti degli studenti maggiorenni, la scuola ha un obbligo di vigilanza e di formazione. La domanda e l’accoglimento di iscrizione alla frequentazione di una scuola – nella specie statale – fondano un vincolo giuridico tra l’allievo e l’istituto, da cui scaturisce, accanto all’obbligo principale di istruire ed educare, quello accessorio di proteggere e vigilare sull’incolumità fisica e sulla sicurezza degli allievi, adottando tutte le precauzioni del caso, fornendo le relative indicazioni ed impartendo le conseguenti prescrizioni, senza il limite del raggiungimento della maggiore età dell’allievo (Cass. civ. Sez. III, Sent., 15/05/2013, n. 11751). Pertanto, il regolamento non può limitare la capacità di agire del maggiorenne in alcun modo ma nel regolamento possono essere previsti gli strumenti atti a garantire il bilanciamento tra autodeterminazione dello studente maggiorenne e dovere di vigilanza nei confronti dello stesso, prevedendo – ad esempio – delle modalità di comunicazione ai genitori delle assenze o uscite anticipate da scuola oppure limitando la libertà di uscita autonoma da scuola del maggiorenne nel caso in cui lo stesso sia infortunato o accusi problemi di salute.