Monday, January 12, 2026

Il Dopo "Funerale della Bardot"

Nelle ultime settimane era stata ricoverata due volte a Tolone a causa di una grave malattia. Dopo il primo ricovero, tornata nella sua casa di Saint-Tropez. Certo, era anche molto provata dalla scomparsa del suo amico, il suo ‘gemello’ Christian Brincourt, ma "soprattutto" del suo ex marito Jacques Charrier, padre del suo unico figlio Nicolas, e forse di Alain Delon. L'attrice non viveva più a La Madrague, la leggendaria villa in riva al Mar Mediterraneo. Come aveva raccontato lo scorso maggio a “BFMTV”, in una rara intervista video, aveva deciso di abbandonare la residenza acquistata per 24 milioni di vecchi franchi (circa 500.000 euro di oggi), Teatro delle feste più grandi, ma anche rifugio per gli animali a cui aveva deciso di dedicare la sua vita, a causa dei fan che si accalcavano davanti al cancello per cercare di vederla e fotografarla, tutti i giorni, “anche quando piove”. Negli ultimi anni aveva vissuto nella tranquillità de La Garrigue, la casa che possedeva sulle alture di Saint-Tropez. “La Madrague non mi rispecchia più. Mi rispecchiava quando facevo follie” aveva spiegato. Nata il 28 settembre 1934 Brigitte Bardot, per tutti BB, verrà ricordata (anche) come l'unica diva che ha avuto l'ardire di invecchiare. Mentre una sorta di follia collettiva porta, soprattutto le donne, a rifiutare l'invecchiamento, lei, che era stata di certo la più bella, se ne fregava. Rughe, capelli bianchi arruffati, corpo appesantito. Solo il sorriso era rimasto lo stesso, come il lampo di sfida nel suo sguardo, perchè le Donne del suo calibro portano con se fino all'ultimo le caratteristiche della loro indole. Brigitte Bardot, più che nel ricordo e nel culto della propria immagine del passato, aveva scelto di vivere nel culto della libertà e dei propri ideali. Quando compì 80 anni, di fronte alle domande della stampa sul traguardo raggiunto, aveva dichiarato che dell'età se ne infischiava, che la sua vita era nel momento presente, e che se guardava le immagini del passato neppure si riconosceva nell’icona degli anni Sessanta, quella che i giornali chiamavano la “piccola atomica francese”, ....ma come logico che fosse. Le immagini del suo periodo divistico ci restituiscono il ritratto di una donna assediata dall'amore dei fan. La sua espressione imbronciata, che aveva conquistato il pubblico, si scioglieva nel sorriso di fronte all'obiettivo, ma sappiamo che quelli furono anni difficili per lei, costellati di tentativi di suicidio. Un elemento che l'accomuna a un'altra inarrivabile diva, Marilyn....se possiamo accostarci, Come la Monroe era diventata il simbolo di una femminilità sfrontata e provocante, aveva lanciato il bikini e il beehive, la pettinatura imitata dalle ragazze di tutto il mondo, come i vestitini a stampa vichy e i jeans attillati alla pescatora. Le avevano anche dedicato una samba, che ancora balliamo ad ogni Capodanno, tutti noi. Eppure in quegli anni la più bella e desiderata d’Europa voleva morire e diceva continuamente di voler lasciare il cinema. Però BB, a differenza della Monroe, ebbe la forza di ribellarsi e trovò nell'animalismo la sua missione di una vita. Al cinema il film che la consacrò fu E Dio creò la donna, del 1956 con il quale Roger Vadim suo primo marito nel 1952 .la impose al cinema come diva scandalosa. Prima di quello le sue molte partecipazioni - se ne contano poco meno di 20 - non avevano lasciato il segno. La troviamo anche in un film di Alberto Sordi Mio Figlio Nerone, nei panni di Poppea. Dal 1962 affiancò alla carriera cinematografica quella di cantante, pubblicando singoli e album. Nel 1967 Serge Gainsbourg scrisse per lei Je t'aime... moi non plus in una notte, per esaudire il desiderio di BB che gli aveva chiesto “la più bella canzone d'amore” che lui potesse immaginare. Registrata nell'inverno del 1967, durante il loro breve amore, e trasmessa solamente una volta dalla radio causò un enorme scandalo. Gunter Sachs, allora marito di Brigitte, si infuriò e minacciò un'azione legale, e Bardot chiese a Gainsbourg di non pubblicare il brano. Un anno dopo la canzone venne nuovamente registrata da Gainsbourg con la sua nuova compagna, Jane Birkin, e divenne un successo planetario. Abbandonò il cinema a quarant'anni nel 1974, dopo aver girato più di cinquanta film e inciso diversi album. Nello stesso anno posò nuda sul numero di settembre dell'edizione italiana di Playboy. Fu generosa anche nell'amore. Il regista Roger Vadim fu il primo dei suoi quattro mariti. Il matrimonio naufragò dopo cinque anni, nel 1957, a causa di un flirt con Jean-Louis Trintignant, uno dei tanti della diva, che ebbe relazioni fugaci con Sacha Distel, Samy Frey, Serge Gainsbourg, Gigi Rizzi, Jimi Hendrix, solo per citarne alcuni. Il secondo matrimonio, con Jaques Charrier, durò dal 1959 al 1962 e la rese madre di Nicolas, il suo unico figlio, nato nel 1960. Nel 1966 sposò il terzo marito, il playboy tedesco Gunther Sachs, dal quale divorziò nel ’69. Nel 1992 sposò Bernard d'Ormale, esponente della destra francese, ma ci tenne a smentire la sua adesione al Fronte Nazionale. La ribellione ardeva nelle sue vene anche a 80 anni, quando aveva scritto all'allora presidente Hollande delle lettere aperte tramite un paio di quotidiani francesi in cui chiedeva di accettare le richieste per cui si impegnava da sempre: l’abolizione dei mattatoi per cavalli e la cancellazione della macellazione tradizionale, lanciando la sua sfida: “Se non le otterrò prima di morire dovrò dedurre che ho fallito la mia vita”. La sua ultima estate è stata crudele, come lo era stata la precedente. “È terribile! Ho il cuore spezzato. Il mio amico, il mio gemello, ‘Ma Brinque’, Christian Brincourt è morto” scriveva su X con il suo metodo personalissimo, ovvero postare l'immagine di un biglietto scritto a mano. Sempre a X aveva affidato i suoi pensieri alla scomparsa di Bebèl, Jean-Paul Belmondo, nel settembre 2021: “Mi manca e non ho più voglia di parlarne, i grandi dolori sono muti”. Su X però, il 28 settembre scorso, il suo ultimo post è di ringraziamento a chi le aveva fatto gli auguri di buon compleanno. Con la sua calligrafia rotonda e un fiore disegnato a mano.

Galium aparine

l Galium aparine, comunemente noto come “attaccamani” o “attaccaveste” per i suoi peli uncinati che si aggrappano facilmente a tessuti e peli animali, è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, che si può facilmente trovare in campi incolti e aree selvatiche. Nonostante la sua facilità di diffusione, questa erba nasconde proprietà straordinarie che la rendono preziosa in diversi contesti, soprattutto in quello della medicina popolare. Fin dai tempi antichi, infatti, Galium aparine è stato apprezzato per le sue molteplici funzioni: utilizzato sia a livello topico che ingerito, ha mostrato effetti positivi nella gestione di problemi della cute come ulcere e ferite, sfruttando la sua capacità di promuovere la guarigione e modulare l’infiammazione.[1] Quali sono i principi attivi del Galium aparine? Esaminiamo di seguito i componenti del Galium aparine e i conseguenti effetti derivanti dai suoi diversi utilizzi. I glicosidi sono noti per le loro proprietà diuretiche, supportando l’eliminazione delle tossine e favorendo un effetto depurativo su reni e fegato. I flavonoidi, potenti antiossidanti nella lotta contro i radicali liberi, migliorano la circolazione sanguigna e proteggono le membrane cellulari, contribuendo a mantenere la pelle giovane e a prevenire l’invecchiamento precoce.[2] I tannini, famosi per le loro capacità astringenti, contribuiscono a calmare l’infiammazione e accelerare il processo di guarigione delle lesioni cutanee, grazie alla loro azione protettiva e rigenerante. La vitamina C, un potente antiossidante che contribuisce a rafforzare il sistema immunitario, collabora a proteggere il corpo dalle infezioni e dai danni dei radicali liberi e aiuta anche nella produzione di collagene, indispensabile per la salute della pelle, dei vasi sanguigni, dei tendini e delle ossa. L’abbondante presenza di vitamina C nel Galium aparine ne fa un ottimo alleato per combattere stanchezza e affaticamento, migliorando l’assorbimento del ferro e sostenendo la funzione cognitiva e il benessere generale.[3] Quali sono proprietà e benefici del Galium aparine Dai componenti appena visti emerge un panorama di proprietà che trasformano il Galium aparine in un vero e proprio elisir per la salute.
Antispasmodica Il Galium aparine è molto apprezzato per la sua capacità di alleviare spasmi muscolari e crampi. La sua proprietà antispasmodica lo rende infatti particolarmente utile nel trattamento di disturbi gastrointestinali come il colon irritabile, dove agisce rilassando la muscolatura liscia dell’intestino, riducendo così dolori e discomfort. La sua azione antispasmodica è efficace anche per alleviare i dolori mestruali e altri spasmi muscolari involontari. Diuretica Una delle proprietà più conosciute del Galium aparine è il suo utilizzo come diuretico naturale: favorisce l’eliminazione dei liquidi corporei, contribuendo a ridurre la ritenzione idrica. Questo effetto supporta anche la funzione renale, facilitando l’eliminazione di tossine e migliorando la salute delle vie urinarie. Il Galium aparine è un alleato prezioso delle diete detossificanti, dato che aiuta a purificare il corpo e a mantenere un equilibrio idrico ottimale. Astringente Grazie alla presenza dei tannini, composti che (come abbiamo visto prima) hanno la capacità astringente permettendo di modulare infiammazioni e sanguinamento, il Galium aparine viene spesso utilizzato nel trattamento di piccole ferite, abrasioni e condizioni cutanee come eczemi e dermatiti, dove l’effetto astringente può aiutare a calmare l’irritazione e accelerare il processo di guarigione. Vulneraria Il Galium aparine è noto anche per le sue eccellenti proprietà vulnerarie, cioè la capacità di aiutare la guarigione di ferite e ulcere. Collabora infatti nella rigenerazione del tessuto danneggiato e contribuisce a ridurre il tempo di guarigione di tagli, abrasioni e ulcere cutanee. Questo effetto è particolarmente apprezzato nella cura di lesioni, dove aiuta a promuovere la formazione di nuovo tessuto sano e a prevenire infezioni. Antiflogistica Il Galium aparine possiede proprietà antinfiammatorie: agisce riducendo l’infiammazione e il rossore in vari disturbi, sia interni che esterni; è efficace nel trattamento di condizioni infiammatorie come artrite, reumatismi e disturbi della pelle. L’applicazione topica di infusi o pomate a base di questa erba può infatti contribuire a ridurre il dolore e l’infiammazione, migliorando la mobilità e la qualità della vita. La sua azione è anche utile in caso di infiammazioni delle vie urinarie e per alleviare i sintomi di condizioni come la cistite.[4] Come si può utilizzare il Galium aparine? Questa erba non è solo utilizzata nella medicina popolare, ma è un alleato prezioso che può essere integrato facilmente nella routine quotidiana attraverso diverse preparazioni e applicazioni. Tisane e decotti: una delle modalità più comuni per utilizzare il Galium aparine è sotto forma di tisana o decotto. Per preparare una tisana, è preferibile utilizzare le parti fresche della pianta da aggiungere a una tazza d’acqua bollente, lasciando in infusione per 10-15 minuti. Questo infuso può essere bevuto due o tre volte al giorno per promuovere la diuresi, supportare la detossificazione e alleviare i disturbi cutanei. Il decotto, invece, è indicato per un estratto più concentrato: si fa bollire l’erba in acqua per circa 10 minuti, lasciandola poi riposare; questo metodo è particolarmente utile per un impiego esterno, per lenire la pelle irritata o infiammata. Succhi freschi: il succo fresco del Galium aparine è un eccellente metodo per assorbire direttamente i componenti della pianta e si può ottenere centrifugando le parti verdi fresche. Questo succo può essere diluito con acqua e bevuto per contribuire a purificare l’organismo e stimolare il sistema linfatico, o applicato direttamente sulla pelle per migliorarne l’aspetto e curare problemi come eczemi o acne. Pomate e creme: per un uso topico, il Galium aparine può essere trasformato in una pomata mescolando il decotto o il succo fresco con una base neutra, come vaselina o burro di karité; ideale per trattare irritazioni cutanee, favorire la guarigione di ferite e ulcere e fornire sollievo in caso di scottature o abrasioni. Integratori: il Galium aparine è disponibile anche in forma di integratori. Questi prodotti sono pratici per chi preferisce un approccio dosato nel consumo dell’erba, garantendo un apporto quotidiano dei suoi componenti senza necessità di preparazione.[5] Viene utilizzato nella Medicina di bioregolazione dei Sistemi. Il Galium aparine può originare effetti indesiderati o ha controindicazioni? Sebbene il Galium aparine sia generalmente considerato sicuro per la maggior parte degli adulti quando utilizzato in quantità moderate, alcune persone possono sperimentare effetti indesiderati, in particolare se la pianta viene utilizzata in dosi elevate o per periodi prolungati. Tra gli effetti indesiderati più comuni, troviamo reazioni cutanee dovute ai peli uncinati che ricoprono la pianta: il contatto diretto con il Galium aparine fresco può causare irritazioni, prurito o dermatiti, soprattutto in chi ha la pelle sensibile. Per questo motivo, è raccomandato l’uso di guanti durante la raccolta e si suggerisce anche di testare la reazione della pelle prima di applicare decotti o succhi su aree sensibili.
Inoltre, ingerire grandi quantità di Galium aparine, specialmente se non si è abituati, può fare insorgere disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea o crampi addominali; è prudente iniziare con dosi ridotte e aumentare gradualmente per valutare la propria tolleranza. Alcune persone, poi, possono sviluppare reazioni allergiche al Galium aparine, con sintomi che includono eruzioni cutanee, difficoltà respiratorie o gonfiore delle labbra, lingua o gola, soprattutto se si hanno allergie note ad altre piante della famiglia delle Rubiaceae; in questi casi, si consiglia di procedere con estrema cautela. Al momento, non ci sono studi sufficienti che garantiscano la sicurezza dell’uso di questa pianta durante la gravidanza e l’allattamento, quindi è meglio evitarne l’uso in questi periodi.[6] Ciononostante, consigliamo sempre di rivolgersi al proprio medico prima di integrare nuovi rimedi naturali nella propria routine, specialmente se si hanno condizioni mediche preesistenti o si utilizzano altri trattamenti farmacologici. Un uso informato e consapevole del Galium aparine può aiutare a massimizzare i suoi benefici minimizzando i possibili rischi associati.

XTB

Sunday, January 11, 2026

Film della serata : "Amours célèbres 1961" con Brigitte Bardot e Alain Delon

Restauration photos & vidéos lesvieillesbobines.com Feuilletant un fantaisiste livre d'histoire, le réalisateur nous propose quatre sketches rapportant les amours célèbres du passé. A tout seigneur, tout honneur : le premier sketch évoque les amours de Louis XIV et de Madame de Monaco : le Roi Soleil ayant donné un rendez-vous galant à la jeune Madame de Monaco, fut contraint de passer la nuit solitaire, le duc de Lauzun l'ayant enfermé à double tour dans la chambre où devait le rejoindre la belle. Caché dans un coin du palier, le duc savoura sa plaisanterie, assistant aux efforts désespérés dé la belle infidèle - Madame de Monaco était sa maîtresse - incapable d'ouvrir la porte close. Au XIXe siècle, sous Jules Ferry, l'amour, interdit en ménage, l'était, nous dit-on, tout autant ailleurs. C'est ainsi que Jenny de Lacour aimant passionnément l'élégant comte de La Roche préféra le faire vitrioler et le garder aveugle plutôt que de le voir épouser une riche et noble héritière. Une enquête préfectorale habilement menée par le commissaire Massot révèle les desseins criminels de Jenny et la fait condamner à mort. En Bavière, au 15e siècle, le duc Albert de WITTELSBACH fils unique du Duc Ernest et héritier du trône, est amoureux de la ravissante Agnès, fille du barbier-chirurgien Gaspard BERNAUER. Il en oublie totalement la fiancée qui lui a été imposée et épousée secrètement Agnès, malgré le duc qui s'oppose à cette union... Soutenu par le peuple Albert va jusqu'à prendre les armes contre son père. Celui-ci fait enlever Agnès. Condamnée à mort pour sorcellerie, la jeune femme est jetée dans le Loch, une pierre au cou. Au moment de l'exécution survient Albert qui se jette à l'eau pour la sauver. Mais le courant les emporte tous les deux. La dernière image les montres en train de s'embrasser alors qu'ils meurent en même temps. Le dernier sketch évoque la rivalité de deux artistes de la Comédie française : Mademoiselle Raucourt et Mademoiselle Duchesne, courtisées l'une et l'autre par le peu courageux baron de Ronchère.

Saturday, January 10, 2026

A proposito di quadri elettrici

Nostalgie Brigitte Bardot

Buoni Fruttiferi postali "Dematerializzati"

Una "recente intervista a Brigitte Bardot" la DIVA che ebbe il coraggio di Invecchiare

“Ho sempre cercato la passione. Ecco perché sono stata spesso infedele. E quando la passione stava per finire, facevo le valigie”. Così Brigitte Bardot riassumeva la sua vita privata nel libro Larmes de combat, una biografia che più di tutte ha cercato di ricostruire l’immenso mosaico di amori, relazioni, fidanzati e mariti dell’attrice francese. “Tornavo costantemente alla ricerca di altri amori quando il presente diventava tiepido. Non mi piacciono le mezze misure, quelle meno belle”. Poi è arrivato Bernard d’Ormale e qualcosa è cambiato. Ma prima, la vita di BB è stata un susseguirsi di storie da rotocalco: alcune perdute nel tempo, altre talmente indimenticabili da aver timbrato un posto d’onore nell’immaginario di un’epoca, ed essere diventate eterne.
Brigitte Bardot e Roger Vadim si conoscono grazie a una copertina di ELLE, che per la quindicenne Bardot segnò il debutto nazionale. Hanno 16 e 22 anni ma le rispettive famiglie sono palesemente schierate contro la loro relazione, specialmente papà Bardot che ribadisce “questo matrimonio non s’ha da fare”. Ci vogliono mesi di braccio di ferro e i 18 anni di BB per convolare a nozze con una doppia cerimonia, civile il 19 e religiosa il 21 dicembre 1952. Aspirante regista, Vadim intuisce il potenziale inespresso della neomoglie (al Washington Post decenni dopo ci tenne a specificare “L'ho semplicemente aiutata a sbocciare”) ma è BB a incarnare profondamente la Marianna ribelle di una Francia aperta alla rivoluzione sessuale delle donne (con dieci anni di anticipo). II matrimonio con Vadim regge solo fino al 1956, quando lui la dirige in Et Dieu... créa la femme e si accorge che tra la moglie e il coprotagonista Jean-Louis Trintignant, peraltro anche lui sposato, c'è qualcosa che va oltre la sceneggiatura.
“Sapevo cosa stava succedendo e in parte me lo aspettavo. Ho sempre preferito avere quel tipo di moglie e sapere che mi fosse infedele, invece di possedere una donna che amasse solo me e nessun altro”, confessò Vadim al Sydney Morning Herald anni dopo. Bardot e Vadim avrebbero continuato a lavorare insieme in altri film, fino all’addio di lei alle scene. Lui si è poi sposato altre quattro volte, di cui una con Jane Fonda con la quale ha avuto la figlia Vanessa, e avrebbe avuto un figlio anche con Catherine Deneuve. È morto nel 2000.
Il secondo matrimonio di Brigitte Bardot fu conseguenza della mancanza di una legge francese che consentisse l’interruzione di gravidanza, promulgata solo nel 1975. Ventisei anni prima, però, BB aveva iniziato una relazione con l’attore Jacques Charrier, conosciuto e frequentato su un set. L’attrice era presto rimasta incinta, ma non aveva trovato nessun medico disposto a interrompere, pure clandestinamente, la gravidanza di una diva come lei. Nel giugno 1959 la coppia scelse di sposarsi a Louvenciennes, e l’abito da sposa Vichy di Brigitte Bardot entrò nella lista dei desideri di tutte le ragazze dell’epoca. Puntuale, a gennaio 1960 nacque il primo e unico figlio di Brigitte Bardot, Nicolas-Jacques Charrier, col quale BB avrà sempre un rapporto difficilissimo e conflittuale: come confesserà più volte con cruda franchezza, lei non aveva alcuna intenzione di diventare madre e provò anche a perdere il bambino dandosi dei pugni in pancia. “Non sono fatta per fare la mamma. So che è orribile doverlo ammettere, ma non sono abbastanza adulta per prendermi cura di un bambino” scrisse nelle sue celebri prime memorie “Initialés B.B.”. Il matrimonio con Charrier finì dopo appena tre anni e Nicolas crebbe col padre, ma i rancori e le battaglie legali si protrassero a lungo: nel 1997 padre e figlio fecero causa a Brigitte Bardot dopo aver letto come li aveva descritti nel suo libro, e l’attrice fu condannata a pagare circa 35mila euro di risarcimento. Jacques Charrier ha abbandonato la carriera cinematografica a inizio anni Ottanta per dedicarsi alla pittura: poco prima di morire, nel settembre 2025, aveva organizzato una retrospettiva dei suoi quadri. Nicolas Charrier è professore universitario e vive in Norvegia con la moglie Anne-Line Bjerkan, e con le due figlie Thea e Anna, che lo hanno reso nonno: oggi i rapporti tra madre e figlio Bardot sono più distesi. “Lo amo in modo speciale” confessò BB al giornale “Var Matin” nel 2018.

Thursday, January 8, 2026

Intervista a Brigitte Bardot del 2006

I Funerali di "Brigitte" Grazie per tutto

mercoledì 7 gennaio 2026, Saint-Tropez si raccoglie nel silenzio per dare l’addio a una delle figure più celebri del cinema francese. La cittadina della Costa Azzurra fa da cornice alle esequie che segnano l’ultimo saluto a Brigitte Bardot. Brigitte Bardot: B.B., la sigla che ha reso celebre un'icona del cinema
I portatori del feretro trasportano la bara all’interno della chiesa di Notre-Dame de l’Assomption per la cerimonia funebre della defunta attrice francese Brigitte Bardot, a Saint-Tropez, nel sud-est della Francia, il 7 gennaio 2026. Icona del cinema francese e simbolo della liberazione sessuale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Brigitte Bardot, che in seguito si era reinventata come attivista per i diritti degli animali e aveva abbracciato posizioni di estrema destra, è morta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.
Brigitte Bardot, una vita tra amori travolgenti e cuori infranti. FOTO
Alla cerimonia - che si svolge in queste ore in forma privata - partecipano parenti e amici, solamente persone strettamente intime della compianta diva. Ma numerosi estimatori della cosiddetta "BB" si sono riuniti nel ricordo dell’attrice. L’omaggio arriva a breve distanza dalle parole del marito Bernard d’Ormale, svelate soltanto la sera prima delle esequie, ieri sera.
Brigitte Bardot è morta, addio all’icona del cinema e della libertà La direzione di J@TCompany

Monday, January 5, 2026

Rifiuti indifferenziati a Piacenza

L’Amministrazione ha già detto chiaro e tondo che «indietro non si torna», ma sono state comunque depositate in Comune 3mila firme di residenti e commercianti che chiedono di tornare al vecchio sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati. Le firme sono state raccolte in 20 giorni e hanno l’obiettivo di «porre l’attenzione sui disagi e le criticità causate da questo nuovo sistema di raccolta porta a porta». Queste firme «non sono contro la raccolta differenziata, ma contro un sistema che non ha i benefici promessi e assicurati dall’Amministrazione del Comune di Piacenza». I cittadini firmatari di questa petizione chiedono il ripristino dei cassonetti condominiali di rifiuto indifferenziato, mentre i titolari di attività commerciali chiedono il ripristino del precedente sistema di raccolta rifiuti. I cittadini che hanno firmato lamentano diversi disagi. «Anziani e disabili hanno difficoltà col trasporto del bidone dal proprio piano al punto di svuotamento. Sono costretti a chiedere aiuto a vicini o familiari (che non tutti hanno e che non è un carico che dovrebbe spettare a questi), o talvolta ad assumere personale addetto (con dispendio di risorse economiche). Di chi è la responsabilità se anziano o invalido causa peso bidone cade dalle scale? I nonni non hanno diritto al presidio sanitario, pur magari dovendo tenere nipoti molto piccoli. Ci sono difficoltà di nuclei familiari numerosi a causa della dimensione ridotta dei bidoni, con l’impossibilità ad avere il bidone più grande perché magari residenti a piani alti, non sufficiente per l’intera settimana. I nuclei familiari da 5 membri in su sono penalizzati per il numero di svuotamenti spettanti (massimo 36 in totale, indipendentemente dal numero). Ad oggi si registra un peggioramento delle condizioni igienico ambientali riscontrabile in città causa abbandono rifiuti legato a questo sistema di raccolta. Si segnala inoltre una carenza di igiene imposta dal fatto di tenere i bidoni in ambiente domestico (non tutti ad esempio godono di spazio esterno e molti regolamenti condominiali vietano di tenere rifiuti sul balcone). Problema accentuato dai proprietari di animali (la sabbia dei gatti andrebbe smaltita con quotidiana frequenza), come da nuclei in cui sono presenti anziani o neonati (pannolini sporchi da smaltire anch’essi quotidianamente)». «Non ci sono agevolazioni per proprietari di animali: lo smaltimento dovrebbe essere quotidiano e con costi sostenibili, se non gratuiti, come segnalato da veterinari e associazioni animaliste. C’è la contaminazione sempre più frequente delle campane di carta, vetro, plastica, ecc. con rifiuto indifferenziato gettato nelle stesse e quindi con perdita del prodotto della campana che finita tutto in discarica assieme all’indifferenziato stesso». «Si registra un maggiore inquinamento per mezzi di svuotamento che stanno più a lungo nelle strade per cogliere rifiuti dai bidoncini (con maggiore fatica da parte degli operatori), provocando anche traffico e quindi disagi alla circolazione». «C’è carenza di spazio per abitazioni e attività lavorative che non godono di spazi idonei per mantenere in loco uno o più bidoni. Problemi anche con l’accessibilità su marciapiedi compromessa in certi giorni, soprattutto nel centro storico. C’è l’impossibilità per molte persone di smaltire indifferenziato in eccesso in maniera legale non avendo campane in prossimità delle abitazioni o possibilità di recarvisi; bidone senza sistema chiusura, per cui chiunque può depositare rifiuti, causando malumori, discussioni e multe». «Gli orari di svuotamento incompatibili e limitativi della vita sociale: basare la propria giornata (di riposo o lavorativa che sia) è una limitazione della propria libertà. La costrizione al cambiamento di abitudini sociali e/o alimentari (stare attenti banalmente al fatto di invitare persone in casa, pensiamo al periodo delle feste). Il sistema è iniquo e penalizza le donne che necessariamente producono rifiuti causa, ad esempio, fisiologico ciclo mestruale. Le multe, inoltre, saranno sempre contestabili: i ricorsi creeranno intasamenti presso i giudici di pace. È un problema anche l’aumento della Tari: il porta a porta comporta costi maggiori; si contesta il termine puntuale perché rimane la Tari invariata e avrà solo aggiunta di costi: non sono previsti sconti per i virtuosi; se uno fa 6 svuotamenti non vengono scontati quelli rimanenti». «Non si vuole contestare e rifiutare il concetto di raccolta differenziata – concludono i proponenti - quanto il modo di farla. Il problema della raccolta porta a porta è evidente e solo tornando indietro si possono ridurre i disagi, i costi ed i problemi per tante categorie di persone. Confidiamo nell’ascolto da parte di tutti gli organi di amministrazione del nostro Comune. Pertanto, si richiede perlomeno l’organizzazione di un incontro pubblico al fine di evidenziare meglio le problematiche per le varie categorie di cittadini residenti».

HYPE

Tuesday, December 30, 2025

Un Piacentino alla "Corte" di B.B. Come un piccolo cinghialino va dalla Maga Circe

Saint Tropez, 1968. Gigi Rizzi diventa il tardivo e fuggevole eroe di una generazione che celebra la fine del boom per entrare nell'autunno caldo.
Un italiano a piedi nudi, con la bandana del pirata, è il personaggio più ricercato di un anno straordinario diviso tra le cronache mondane e la rivolta studentesca. La bandiera tricolore che sventola sulla Madrague,
la mitica villa di Brigitte Bardot, segna un'epoca, come la contestazione che esplode a Parigi, Milano e Roma. Per un'estate Gigi Rizzi è adorato e invidiato perché ha conquistato la donna più desiderata del mondo. Ma dietro la love story Rizzi-Bardot c'è la storia di una generazione che aveva scoperto con la gioia di vivere il gusto della trasgressione e della rottura con il passato.
C'è il mondo dei play boy all'ultimo giro di valzer prima di essere sepolti dall'ideologia e dall'impegno. E c'è un giovane che interpreta meglio di ogni altro un cambio di stagione.
Gigi Rizzi firma il diario di una vita esagerata e racconta le sue sue donne, gli amici, il successo, la caduta, la rinascita. Il suo periodo storico diventa lo spunto per una riflessione di Massimo Fini, scrittore e saggista, che nella prefazione consegna il 1968 alla sua dimensione meno esplorata: quei giovanissimi della campagna di Francia erano rivoluzionari inconsapevoli o erano il sogno realizzato della generazione dell'immediato dopoguerra? E Olghina di Robilant, giornalista, scrive una pagina inedita sull'amicizia e sull'amore che sopravvivono a tutto.

Sunday, December 28, 2025

E' Morta " Brigitte Bardot"

Brigitte Bardot, gli ultimi mesi di vita tra ricoveri dopo l'operazione e la casa nella natura con gli animali Brigitte Bardot è morta nel sud della Francia dove si era ritirata tra natura e animali, a La Madrague, la sua celebre tenuta a Saint-Tropez Brigitte Bardot è morta nella sua casa nel sud della Francia. L’iconica attrice francese, infatti, si è spenta, a 91 anni, a La Madrague, la sua celebre proprietà a Saint-Tropez. Negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale due volte, a Tolone, e aveva anche subito un’operazione: in entrambi i casi si erano diffuse notizie allarmanti sulle sue condizioni di salute. Dove è morta Brigitte Bardot Brigitte Bardot, i due ricoveri e l'operazione La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Dove è morta Brigitte Bardot
Brigitte Bardot è morta a 91 anni a La Madrague, la sua proprietà a Saint-Tropez, nel sud della Francia. Ha lasciato il cinema presto, rimanendo comunque la cifra distintiva di un'epoca; non ha avuto paura di vedersi invecchiare, senza rincorrere in mille modi l'estetica dell'eterna giovinezza; ha amato più gli animali che gli uomini e per loro si è spesa fino all'ultimo. La notizia è stata confermata da Bruno Jacquelin, della Fondazione Brigitte Bardot per la protezione degli animali, all’Associated Press, senza fornire altri dettagli sulla causa del decesso.
Morte Brigitte Bardot ultimi mesiANSA Jacquelin ha inoltre aggiunto che al momento non sono ancora stati presi accordi per funerali o eventuali cerimonie commemorative. Brigitte Bardot, i due ricoveri e l’operazione B.B., simbolo del cinema francese e icona riconosciuta in tutto il mondo, negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale per ben due volte “a causa di una grave malattia“. Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Forse ti può interessare Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Brigitte Bardot è di nuovo ricoverata all'ospedale di Tolone, in Francia, per cause ancora non note. Pochi mesi fa si era sottoposta a un intervento
Entrambe le volte era stata ricoverata a Tolone e si erano diffuse notizie allarmanti sulla sua salute. Proprio per questo motivo, a fine novembre, uscita dall’ospedale la seconda volta, aveva diffuso un comunicato per invitare “tutti a darsi una calmata”. Una prima volta era stata ricoverata invece a inizio ottobre per un intervento chirurgico: ma dell’operazione non era stata chiarita la natura e non erano state diffuse notizie al riguardo. La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Negli ultimi anni la Bardot si era spostata su posizioni di estrema destra, in particolare su immigrazione e femminismo. Sempre negli ultimi anni si erano fatte sempre più rare immagini e interviste dell’iconica attrice.
Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Forse ti può interessare Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Brigitte Bardot ha rilasciato delle dichiarazioni opinabili sull'immigrazione e sul Covid: "Mi condannino di nuovo. Mi costerà? Non mi interessa"
Brigitte Bardot, infatti, viveva ormai in un vero e proprio ritiro fra La Madrague e una seconda casa nascosta nei boschi vicini, “La Garrigue”, dove ospitava animali e dove era stata costruita una cappella privata. Brigitte Bardot era tornata far sentire la sua voce, e con la mancanza di diplomazia che ci si aggiudicava di diritto (?) dopo una certa età - al compimento dei 86 anni - ovvero quando non devi più rendere conto di niente a nessuno, nemmeno al pubblico, la diva fece discutere per un'opinione che ha espresso sulla pandemia di Covid-19. "Una buona cosa per il pianeta", dichiarò l'icona francese che da lungo tempo si èra ritirata a vita privata per dedicarsi solo agli animali e all'ambiente. Non estranea alle provocazioni, Brigitte Bardot, raggiunse la fama nel 1956 con il film Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme) dichiarò senza mezzi termini a Paris Match come percepisce la pandemia: “Leggo tanti libri, giornali, guardo la tv parlo con i miei amici, rimango sintonizzato e guardo questo mondo diventare un circo. È abominevole il modo in cui trattiamo il nostro pianeta che si lamenta, soffoca, implode sotto il peso di una demografia incontrollabile da cui nascono tutte le disgrazie che ci capitano: riscaldamento globale, inondazioni, incendi..." ha raccontato Brigitte Bardot.
L'ex attrice, che è stata protagonista di grandi storie di passione, ha spiegato più volte che il suo unico amore ora sono gli animali e che è felice, oggi, se i sui occasionali tentativi di togliersi la vita non sono mai andate in porto, perché se fosse morta non avrebbe potuto portare avanti tutte le battaglie per il pianeta. “Temo che il Coronavirus e le prossime epidemie che sono già all'orizzonte rimetteranno dolorosamente le cose in chiaro. Quando i cinque miliardi di esseri umani in più sulla Terra saranno scomparsi, la natura si riprenderà i suoi spazi”, ha spiegato l'ex attrice per la quale il virus sta agendo come una sorta di autoregolazione di una demografia "che non siamo in grado di controllare", e definisce gli umani come esseri che non hanno predatori: "solo le forze naturali possono costringerli a ragionare". L'ennesima dichiarazione divisiva che si aggiunge a una lunga lista di attacchi rivolti a chiunque dalla Bardot che sembrava avercela un po' con tutti gli abitanti del pianeta, tranne uno: Pamela Anderson. Per l'eterna BB, è lei la sua unica erede, non per l'aspetto fisico, ma perché seguirà le sue orme nell'impegno ambientalista. In un’intervista concessa a maggio a BFM TV, l’attrice aveva rivelato di vivere “in pace, nella natura. Adesso vivo come un’allevatrice, con le mie pecore, le mie capre, i miei maiali, l’asinello e tutti i miei cani e i gatti”, aveva raccontato.
la Direzione di J@TCompany

Saturday, December 27, 2025

NEGLI EX MAGAZZINI GENERALI COMUNALI DI PIACENZA IN VIA C.COLOMBO .

La storia dei Magazzini Generali Comunali ha inizio nel 1887, quando la municipalità di Piacenza, propose la costituzione di una commissione per la costruzione di un mercato franco e nel 1891 un ‘Comitato per la costruzione dei magazzini generali con mercato franco in Piacenza’ presentò un progetto di fattibilità. L’obiettivo era quello di concentrare le produzioni della provincia, al fine di agevolarne l’esportazione. Il Comitato e l’Ufficio Tecnico Comunale identificarono il luogo utile per la realizzazione del complesso e tale indicazione venne approvata anche dalla Commissione d’Ornato riunita nel maggio 1891. Nel gennaio 1921, Massimo Fioruzzi, che voleva impiantare propri magazzini generali, permutò il palazzo Suzzani Serafini con un’area militare fuori Porta Cavallotti che il Comune voleva acquisire proprio per realizzarvi i magazzini e la dogana, considerando troppo onerosa la gestione di questi entro la cinta daziaria. L’anno dopo il Comune acquistò dal Demanio dello Stato un terreno detto ‘Baracchino’, fuori Porta Cavallotti. Nel 1923 questo terreno fu ceduto gratuitamente alla Società Anonima Rizzi Donelli di Leonardo Rizzi e Daniele Donelli, nell’ambito di una causa giudiziaria. Nel gennaio 1925, i Magazzini Generali Comunali della Società Anonima Rizzi Donelli iniziarono la loro attività, che proseguirà ininterrottamente fino al 1973, quando verranno trasformati nella Magazzini Generali di Piacenza S.p.A., società inserita nel Gruppo Giani Leone S.p.A. operante nel settore caseario con altri stabilimenti a Genova e Pavia, per poi essere recentemente ceduti al Co.Ma.Ge. Consorzio Magazzini Generali. Il Consorzio ha acquistato tutto il complesso, dichiarato di interesse culturale nel 2008, composto da alcuni edifici in origine destinati ad uffici, magazzini e depositi. Il Co.Ma.Ge. nel settembre 2008 ha bandito un concorso per la riqualificazione dell'intera area: l'edificio principale su via Cristoforo Colombo è stato ristrutturato e destinato ad uffici, così come l’edificio su via Bolzoni presso piazzale Velleia. Alle spalle dell'edificio principale, dove c’erano i capannoni dei magazzini, sono stati costruiti edifici ad uso residenziale, commerciale e servizi.
Gli Ex Magazzini Comunali di Piacenza, oggi un'area di archeologia industriale riqualificata vicino a Piazzale Roma, erano originariamente i Magazzini Generali Rizzi Donelli (1925-1973), edifici storici in stile liberty con decorazioni come la Lupa Capitolina, che ora ospitano uffici, attività commerciali, residenze e sono in fase di conversione per diventare un hotel. L'intera area è stata dichiarata di interesse culturale nel 2008, conservando il fascino dell'epoca industriale pur integrando funzioni moderne, con un recupero che include l'edificio principale su Via Cristoforo Colombo e l'area retrostante. Storia e Riqualificazione: Origini: Nati come Magazzini Generali Comunali (Società Anonima Rizzi Donelli) nel 1925, hanno funzionato fino al 1973, prima di passare a nuove proprietà.
Acquisto e Riqualificazione: Il complesso fu acquistato dal Co.Ma.Ge. (Consorzio Magazzini Generali), che bandì un concorso di riqualificazione nel 2008. Recupero Architettonico: L'edificio principale su Via Colombo è stato ristrutturato per uffici, mentre l'area retrostante è stata sviluppata con nuovi edifici residenziali, commerciali e servizi. Caratteristiche e Futuro: Stile: Edificio in stile Liberty, con dettagli come teste leonine e decorazioni in ferro battuto.
Apre il nuovo maxi hotel di piazzale Roma: insegna pronta e soggiorno disponibile dal 15 dicembre Dopo quasi due anni di lavori attività in partenza negli ex magazzini generali comunali di Piacenza, nuova struttura alberghiera da 94 camere gestita dalla catena francese B&B Hotels L'insegna di B&B Hotels sul palazzo degli ex magazzini generali comunali di Piacenza Gli ex magazzini generali comunali di Piacenza aprono le porte a turisti e viaggiatori. Dopo quasi due anni di cantiere, lo storico palazzo di piazzale Roma – punti di affaccio via Colombo e via Bolzoni – diventa ufficialmente albergo. A partire dal prossimo 15 dicembre è difatti possibile soggiornare nella nuova struttura recettiva da 94 camere gestita dalla catena francese B&B Hotels, come già annunciato nelle scorse settimane.
Il gruppo - in forte espansione in tutta Europa - dichiara all’attivo 91 hotel in Italia, 22 solo nell’area di Milano, Como, Bergamo, Brescia e dintorni. Presente anche nella vicina Cremona, in Emilia-Romagna B&B Hotels conta attualmente strutture a Reggio-Emilia, Sassuolo, Modena, Bologna, Faenza e Ravenna: un elenco a cui ora si aggiunge la nuova apertura piacentina. B&B Hotels Piacenza1 Il termine dei lavori e il possibile taglio del nastro per il tre stelle di piazzale Roma erano previsti entro la fine dell’anno: ora, sulla pagina dedicata alla struttura del sito internet di prenotazione di B&B Hotels, alle immagini illustrative degli interni si è aggiunta la scritta “cooming soon: ti aspettiamo dal 15 dicembre nel nostro hotel a Piacenza”. Un annuncio di imminente inaugurazione, confermata dalla possibilità per i clienti di riservare una stanza già a partire da quella data, in vista del periodo natalizio. Una opzione che compare anche in numerosi e-commerce del settore viaggi dedicati alla prenotazione di alloggi, in cui è inserito l'albergo. Lungo l'iter che ha portato alla “rinascita” del complesso novecentesco; l’immobile, costruito negli anni Venti, da decenni in disuso e ostaggio del degrado, è stato dichiarato di interesse culturale nel 2008. Dopo l'avvio del percorso di riqualificazione – gestito in accordo con la Soprintendenza - ora torna ora a essere un luogo vivo, all’interno di uno dei principali quartieri di accesso alla città.
Con gli ex magazzini comunali generali, sale a nove il numero di voci della categoria alberghi presenti nel capoluogo. Ex magazzini di Piacenza, quasi pronto l'albergo 3 stelle da 94 camere: ad aprirlo B&B Hotels Cantiere agli sgoccioli per lo storico immobile dell’area di piazzale Roma destinato a struttura recettiva, a gestirlo sarà la catena internazionale francese che l'ha già messo tra le proprie destinazioni L'immobile riqualificato degli ex magazzini generali comunali di Piacenza destinato a struttura recettiva Riqualificazione agli sgoccioli negli ex magazzini generali comunali di Piacenza e ormai prossima apertura del 3 stelle da 94 camere di B&B Hotels. Dopo quasi due anni di lavori per trasformare lo storico immobile risalente agli anni Venti del secolo scorso in struttura recettiva - superficie complessiva circa 8mila 800 metri quadri, esterni esclusi – il progetto di riqualificazione si avvia alla conclusione, prevista entro fine anno. A gestire il nuovo albergo che trova spazio all'interno degli ex magazzini nell'area di piazzale Roma - tra via Colombo e via Bolzoni - la catena internazionale francese B&B Hotels, con all'attivo oltre 800 strutture in Europa, di cui 89 in Italia.
94 CAMERE E PARCHEGGIO INTERRATO: IL PROGETTO - In totale 94 camere, di cui 76 doppie, 11 appartamenti, 6 triple e una suite: questa l’offerta di accoglienza presente nel nuovo albergo, secondo il progetto. LA FASE URBANISTICA "PIANO ATTUATIVO" è DEGLI ANNI 2000 CURATO DA ALCUNI ESPONENTI DELL'ORDINE ARCHITETTI DI PIACENZA. Al pianoterra si collocano servizi, reception, sala colazione e ufficio, mentre le camere si dispongono nei restanti piani. Poi un parcheggio interrato e posti auto.
Fronte in basso a destra si intravede la Grande Copertura dell'Architetto Solari del "Mercato Ortofrutticolo Comunale" di Fronte ai Magazzini Generali Comunali sempre in via Cristoforo Colombo.
Un edificio vuoto all’interno, dove sono state realizzate opere di consolidamento e spazi in accordo con la Soprintendenza, in quanto bene architettonico sottoposto a vincolo. Da qui il mantenimento dei colori appartenenti alla struttura, della scritta “magazzini generali comunali” e i fregi originali presenti nella facciata principale. LA DIREZIONE DI J&TCOMPANY -- --