Thursday, January 8, 2026

Intervista a Brigitte Bardot del 2006

I Funerali di "Brigitte" Grazie per tutto

mercoledì 7 gennaio 2026, Saint-Tropez si raccoglie nel silenzio per dare l’addio a una delle figure più celebri del cinema francese. La cittadina della Costa Azzurra fa da cornice alle esequie che segnano l’ultimo saluto a Brigitte Bardot. Brigitte Bardot: B.B., la sigla che ha reso celebre un'icona del cinema
I portatori del feretro trasportano la bara all’interno della chiesa di Notre-Dame de l’Assomption per la cerimonia funebre della defunta attrice francese Brigitte Bardot, a Saint-Tropez, nel sud-est della Francia, il 7 gennaio 2026. Icona del cinema francese e simbolo della liberazione sessuale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Brigitte Bardot, che in seguito si era reinventata come attivista per i diritti degli animali e aveva abbracciato posizioni di estrema destra, è morta il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.
Brigitte Bardot, una vita tra amori travolgenti e cuori infranti. FOTO
Alla cerimonia - che si svolge in queste ore in forma privata - partecipano parenti e amici, solamente persone strettamente intime della compianta diva. Ma numerosi estimatori della cosiddetta "BB" si sono riuniti nel ricordo dell’attrice. L’omaggio arriva a breve distanza dalle parole del marito Bernard d’Ormale, svelate soltanto la sera prima delle esequie, ieri sera.
Brigitte Bardot è morta, addio all’icona del cinema e della libertà La direzione di J@TCompany

Monday, January 5, 2026

Rifiuti indifferenziati a Piacenza

L’Amministrazione ha già detto chiaro e tondo che «indietro non si torna», ma sono state comunque depositate in Comune 3mila firme di residenti e commercianti che chiedono di tornare al vecchio sistema di raccolta dei rifiuti indifferenziati. Le firme sono state raccolte in 20 giorni e hanno l’obiettivo di «porre l’attenzione sui disagi e le criticità causate da questo nuovo sistema di raccolta porta a porta». Queste firme «non sono contro la raccolta differenziata, ma contro un sistema che non ha i benefici promessi e assicurati dall’Amministrazione del Comune di Piacenza». I cittadini firmatari di questa petizione chiedono il ripristino dei cassonetti condominiali di rifiuto indifferenziato, mentre i titolari di attività commerciali chiedono il ripristino del precedente sistema di raccolta rifiuti. I cittadini che hanno firmato lamentano diversi disagi. «Anziani e disabili hanno difficoltà col trasporto del bidone dal proprio piano al punto di svuotamento. Sono costretti a chiedere aiuto a vicini o familiari (che non tutti hanno e che non è un carico che dovrebbe spettare a questi), o talvolta ad assumere personale addetto (con dispendio di risorse economiche). Di chi è la responsabilità se anziano o invalido causa peso bidone cade dalle scale? I nonni non hanno diritto al presidio sanitario, pur magari dovendo tenere nipoti molto piccoli. Ci sono difficoltà di nuclei familiari numerosi a causa della dimensione ridotta dei bidoni, con l’impossibilità ad avere il bidone più grande perché magari residenti a piani alti, non sufficiente per l’intera settimana. I nuclei familiari da 5 membri in su sono penalizzati per il numero di svuotamenti spettanti (massimo 36 in totale, indipendentemente dal numero). Ad oggi si registra un peggioramento delle condizioni igienico ambientali riscontrabile in città causa abbandono rifiuti legato a questo sistema di raccolta. Si segnala inoltre una carenza di igiene imposta dal fatto di tenere i bidoni in ambiente domestico (non tutti ad esempio godono di spazio esterno e molti regolamenti condominiali vietano di tenere rifiuti sul balcone). Problema accentuato dai proprietari di animali (la sabbia dei gatti andrebbe smaltita con quotidiana frequenza), come da nuclei in cui sono presenti anziani o neonati (pannolini sporchi da smaltire anch’essi quotidianamente)». «Non ci sono agevolazioni per proprietari di animali: lo smaltimento dovrebbe essere quotidiano e con costi sostenibili, se non gratuiti, come segnalato da veterinari e associazioni animaliste. C’è la contaminazione sempre più frequente delle campane di carta, vetro, plastica, ecc. con rifiuto indifferenziato gettato nelle stesse e quindi con perdita del prodotto della campana che finita tutto in discarica assieme all’indifferenziato stesso». «Si registra un maggiore inquinamento per mezzi di svuotamento che stanno più a lungo nelle strade per cogliere rifiuti dai bidoncini (con maggiore fatica da parte degli operatori), provocando anche traffico e quindi disagi alla circolazione». «C’è carenza di spazio per abitazioni e attività lavorative che non godono di spazi idonei per mantenere in loco uno o più bidoni. Problemi anche con l’accessibilità su marciapiedi compromessa in certi giorni, soprattutto nel centro storico. C’è l’impossibilità per molte persone di smaltire indifferenziato in eccesso in maniera legale non avendo campane in prossimità delle abitazioni o possibilità di recarvisi; bidone senza sistema chiusura, per cui chiunque può depositare rifiuti, causando malumori, discussioni e multe». «Gli orari di svuotamento incompatibili e limitativi della vita sociale: basare la propria giornata (di riposo o lavorativa che sia) è una limitazione della propria libertà. La costrizione al cambiamento di abitudini sociali e/o alimentari (stare attenti banalmente al fatto di invitare persone in casa, pensiamo al periodo delle feste). Il sistema è iniquo e penalizza le donne che necessariamente producono rifiuti causa, ad esempio, fisiologico ciclo mestruale. Le multe, inoltre, saranno sempre contestabili: i ricorsi creeranno intasamenti presso i giudici di pace. È un problema anche l’aumento della Tari: il porta a porta comporta costi maggiori; si contesta il termine puntuale perché rimane la Tari invariata e avrà solo aggiunta di costi: non sono previsti sconti per i virtuosi; se uno fa 6 svuotamenti non vengono scontati quelli rimanenti». «Non si vuole contestare e rifiutare il concetto di raccolta differenziata – concludono i proponenti - quanto il modo di farla. Il problema della raccolta porta a porta è evidente e solo tornando indietro si possono ridurre i disagi, i costi ed i problemi per tante categorie di persone. Confidiamo nell’ascolto da parte di tutti gli organi di amministrazione del nostro Comune. Pertanto, si richiede perlomeno l’organizzazione di un incontro pubblico al fine di evidenziare meglio le problematiche per le varie categorie di cittadini residenti».

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Tuesday, December 30, 2025

Un Piacentino alla "Corte" di B.B. Come un piccolo cinghialino va dalla Maga Circe

Saint Tropez, 1968. Gigi Rizzi diventa il tardivo e fuggevole eroe di una generazione che celebra la fine del boom per entrare nell'autunno caldo.
Un italiano a piedi nudi, con la bandana del pirata, è il personaggio più ricercato di un anno straordinario diviso tra le cronache mondane e la rivolta studentesca. La bandiera tricolore che sventola sulla Madrague,
la mitica villa di Brigitte Bardot, segna un'epoca, come la contestazione che esplode a Parigi, Milano e Roma. Per un'estate Gigi Rizzi è adorato e invidiato perché ha conquistato la donna più desiderata del mondo. Ma dietro la love story Rizzi-Bardot c'è la storia di una generazione che aveva scoperto con la gioia di vivere il gusto della trasgressione e della rottura con il passato.
C'è il mondo dei play boy all'ultimo giro di valzer prima di essere sepolti dall'ideologia e dall'impegno. E c'è un giovane che interpreta meglio di ogni altro un cambio di stagione.
Gigi Rizzi firma il diario di una vita esagerata e racconta le sue sue donne, gli amici, il successo, la caduta, la rinascita. Il suo periodo storico diventa lo spunto per una riflessione di Massimo Fini, scrittore e saggista, che nella prefazione consegna il 1968 alla sua dimensione meno esplorata: quei giovanissimi della campagna di Francia erano rivoluzionari inconsapevoli o erano il sogno realizzato della generazione dell'immediato dopoguerra? E Olghina di Robilant, giornalista, scrive una pagina inedita sull'amicizia e sull'amore che sopravvivono a tutto.

Sunday, December 28, 2025

E' Morta " Brigitte Bardot"

Brigitte Bardot, gli ultimi mesi di vita tra ricoveri dopo l'operazione e la casa nella natura con gli animali Brigitte Bardot è morta nel sud della Francia dove si era ritirata tra natura e animali, a La Madrague, la sua celebre tenuta a Saint-Tropez Brigitte Bardot è morta nella sua casa nel sud della Francia. L’iconica attrice francese, infatti, si è spenta, a 91 anni, a La Madrague, la sua celebre proprietà a Saint-Tropez. Negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale due volte, a Tolone, e aveva anche subito un’operazione: in entrambi i casi si erano diffuse notizie allarmanti sulle sue condizioni di salute. Dove è morta Brigitte Bardot Brigitte Bardot, i due ricoveri e l'operazione La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Dove è morta Brigitte Bardot
Brigitte Bardot è morta a 91 anni a La Madrague, la sua proprietà a Saint-Tropez, nel sud della Francia. Ha lasciato il cinema presto, rimanendo comunque la cifra distintiva di un'epoca; non ha avuto paura di vedersi invecchiare, senza rincorrere in mille modi l'estetica dell'eterna giovinezza; ha amato più gli animali che gli uomini e per loro si è spesa fino all'ultimo. La notizia è stata confermata da Bruno Jacquelin, della Fondazione Brigitte Bardot per la protezione degli animali, all’Associated Press, senza fornire altri dettagli sulla causa del decesso.
Morte Brigitte Bardot ultimi mesiANSA Jacquelin ha inoltre aggiunto che al momento non sono ancora stati presi accordi per funerali o eventuali cerimonie commemorative. Brigitte Bardot, i due ricoveri e l’operazione B.B., simbolo del cinema francese e icona riconosciuta in tutto il mondo, negli ultimi mesi della sua vita era stata ricoverata in ospedale per ben due volte “a causa di una grave malattia“. Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Forse ti può interessare Francia in ansia per Brigitte Bardot, star 91enne ricoverata da settimane in ospedale: come sta Brigitte Bardot è di nuovo ricoverata all'ospedale di Tolone, in Francia, per cause ancora non note. Pochi mesi fa si era sottoposta a un intervento
Entrambe le volte era stata ricoverata a Tolone e si erano diffuse notizie allarmanti sulla sua salute. Proprio per questo motivo, a fine novembre, uscita dall’ospedale la seconda volta, aveva diffuso un comunicato per invitare “tutti a darsi una calmata”. Una prima volta era stata ricoverata invece a inizio ottobre per un intervento chirurgico: ma dell’operazione non era stata chiarita la natura e non erano state diffuse notizie al riguardo. La casa di Brigitte Bardot tra natura e animali Negli ultimi anni la Bardot si era spostata su posizioni di estrema destra, in particolare su immigrazione e femminismo. Sempre negli ultimi anni si erano fatte sempre più rare immagini e interviste dell’iconica attrice.
Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Forse ti può interessare Brigitte Bardot, Covid e migranti: le parole choc della diva Brigitte Bardot ha rilasciato delle dichiarazioni opinabili sull'immigrazione e sul Covid: "Mi condannino di nuovo. Mi costerà? Non mi interessa"
Brigitte Bardot, infatti, viveva ormai in un vero e proprio ritiro fra La Madrague e una seconda casa nascosta nei boschi vicini, “La Garrigue”, dove ospitava animali e dove era stata costruita una cappella privata. Brigitte Bardot era tornata far sentire la sua voce, e con la mancanza di diplomazia che ci si aggiudicava di diritto (?) dopo una certa età - al compimento dei 86 anni - ovvero quando non devi più rendere conto di niente a nessuno, nemmeno al pubblico, la diva fece discutere per un'opinione che ha espresso sulla pandemia di Covid-19. "Una buona cosa per il pianeta", dichiarò l'icona francese che da lungo tempo si èra ritirata a vita privata per dedicarsi solo agli animali e all'ambiente. Non estranea alle provocazioni, Brigitte Bardot, raggiunse la fama nel 1956 con il film Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme) dichiarò senza mezzi termini a Paris Match come percepisce la pandemia: “Leggo tanti libri, giornali, guardo la tv parlo con i miei amici, rimango sintonizzato e guardo questo mondo diventare un circo. È abominevole il modo in cui trattiamo il nostro pianeta che si lamenta, soffoca, implode sotto il peso di una demografia incontrollabile da cui nascono tutte le disgrazie che ci capitano: riscaldamento globale, inondazioni, incendi..." ha raccontato Brigitte Bardot.
L'ex attrice, che è stata protagonista di grandi storie di passione, ha spiegato più volte che il suo unico amore ora sono gli animali e che è felice, oggi, se i sui occasionali tentativi di togliersi la vita non sono mai andate in porto, perché se fosse morta non avrebbe potuto portare avanti tutte le battaglie per il pianeta. “Temo che il Coronavirus e le prossime epidemie che sono già all'orizzonte rimetteranno dolorosamente le cose in chiaro. Quando i cinque miliardi di esseri umani in più sulla Terra saranno scomparsi, la natura si riprenderà i suoi spazi”, ha spiegato l'ex attrice per la quale il virus sta agendo come una sorta di autoregolazione di una demografia "che non siamo in grado di controllare", e definisce gli umani come esseri che non hanno predatori: "solo le forze naturali possono costringerli a ragionare". L'ennesima dichiarazione divisiva che si aggiunge a una lunga lista di attacchi rivolti a chiunque dalla Bardot che sembrava avercela un po' con tutti gli abitanti del pianeta, tranne uno: Pamela Anderson. Per l'eterna BB, è lei la sua unica erede, non per l'aspetto fisico, ma perché seguirà le sue orme nell'impegno ambientalista. In un’intervista concessa a maggio a BFM TV, l’attrice aveva rivelato di vivere “in pace, nella natura. Adesso vivo come un’allevatrice, con le mie pecore, le mie capre, i miei maiali, l’asinello e tutti i miei cani e i gatti”, aveva raccontato.
la Direzione di J@TCompany