Sunday, February 8, 2026

Desiros

Quando Gustavo Selva usò l'ambulanza per scopi personali

Il caso in cui il giornalista e politico Gustavo Selva utilizzò mezzi di soccorso per scopi personali avvenne nel giugno del 2007. Ecco i dettagli salienti della vicenda: Il fatto: Il senatore di Alleanza Nazionale utilizzò un'ambulanza come un taxi per spostarsi rapidamente nel traffico di Roma e raggiungere studi televisivi. Le polemiche e le conseguenze: L'episodio scatenò forti polemiche, con accuse al 118 di aver subito pressioni e minacce. Dimissioni: A seguito del clamore suscitato, Selva si dimise dalla carica di senatore pochi giorni dopo, attorno all'11-12 giugno 2007.
La vicenda fu spesso citata come una "gaffe" o un grave passo falso nella sua lunga carriera. Intervistato dal Prersidente di J@TCompany all'Hotel Principe di Savoia nel 2008

Carabinieri Ausiliari

«Affiancheremo Carabinieri ausiliari alla riserva volontaria»: l’annuncio di Crosetto alla Camera 29/01/2026 Alla Camera il cambio di paradigma sulla sicurezza La sicurezza torna al centro dell’agenda politica e strategica italiana. Nel question time alla Camera di mercoledì 28 gennaio, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha delineato con chiarezza la traiettoria del nuovo modello di Difesa, rispondendo alle interrogazioni parlamentari sul supporto militare all’Ucraina e sulle iniziative per adeguare lo strumento militare allo scenario internazionale. Il contesto è netto: «La situazione attuale è segnata dal ritorno della competizione tra grandi potenze e dai conflitti ad alta intensità alle porte dell’Europa». Da qui la conclusione politica: «La sicurezza non è più una variabile accessoria, ma una condizione per garantire libertà e democrazie». La riserva volontaria come asse strategico Crosetto ha confermato che il ministero della Difesa sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, in linea con quanto stanno facendo i principali alleati europei. Il progetto si affianca allo studio sull’incremento degli organici e sulla revisione del modello professionale delle Forze armate. La riserva immaginata dal ministro non è tradizionale né emergenziale: «Una risorsa moderna, flessibile, composta da cittadini che mettono a disposizione dello Stato competenze oggi decisive». Cybersecurity, spazio e intelligenza artificiale Le competenze chiamate in causa riflettono il mutamento della guerra e delle minacce: cybersecurity, tecnologie digitali, dominio spaziale, intelligenza artificiale. Ambiti che non sostituiscono il personale militare professionale ma lo affiancano. Crosetto è esplicito: «Non si tratta di uno strumento finalizzato a sopperire alla temporanea indisponibilità di personale militare professionale, personale che non può continuare a diminuire». La riserva è pensata come ponte strutturale tra Forze armate e società, capace di rafforzare anche la cultura della sicurezza nazionale. Carabinieri e sicurezza interna: il tassello chiave Il passaggio più sensibile riguarda la sicurezza interna. Il ministro ha annunciato la volontà di affiancare alla riserva volontaria contingenti di personale ausiliare, «ad esempio da reclutare nell’Arma dei Carabinieri». L’obiettivo è duplice: garantire professionalità più specializzate per le esigenze interne e liberare progressivamente risorse delle altre Forze armate, oggi assorbite da impegni crescenti sul piano internazionale.
Un Comitato strategico per riscrivere la Difesa La costruzione del nuovo modello è stata affidata a un Comitato strategico, avviato il 16 gennaio, con la partecipazione di tutti i rappresentanti delle Forze armate. Il compito è definire una bozza di disegno di legge di revisione complessiva della Difesa, che sarà inviata e illustrata al Parlamento «non soltanto dal governo, ma dagli stessi rappresentanti delle Forze armate». Una scelta politica precisa: far parlare chi opera sul campo per indicare «le risposte necessarie a proteggere il Paese e le sue istituzioni». Il confronto europeo: Francia, Germania e Polonia Crosetto ha richiamato le scelte dei principali partner europei sul rafforzamento del capitale umano militare. La Francia ha avviato un potenziamento strutturato delle riserve con l’obiettivo di oltre 100.000 riservisti entro il 2035. La Germania dispone oggi di 182.000 militari e punta a 260.000 unità entro il 2035. La Polonia ha intrapreso la strada più radicale: oltre 215.000 militari professionisti e un obiettivo dichiarato di superare le 500.000 unità, affiancando alle Forze armate un vasto programma di addestramento di civili e riservisti. Ucraina e credibilità internazionale Sul dossier ucraino, Crosetto ha rivendicato una linea senza ambiguità. «In Europa ho sempre sostenuto il coordinamento», perché la credibilità dell’Italia cresce quando «parole, decisioni parlamentari e azione europea procedono nella stessa direzione». La coerenza, ha spiegato, passa dal costante accordo con il Parlamento, dalla continuità degli impegni assunti e da decisioni realistiche, sostenibili e verificabili. Un messaggio chiaro: «L’Italia non può promettere ciò che non ha, né assumere iniziative isolate che indebolirebbero l’unità europea e atlantica».